Gioco
Il rito di Delfo ricomincia: la bandiera della Lucchese è di nuovo fuori dal bar
Dopo il furto subìto dal tifoso storico, il gruppo Giardino gliene ha donato un’altra autografata da tutti i giocatori «Merita di stare nel museo»
LUCCA. Delfo ha di nuovo la sua bandiera rossonera. Quella che gli hanno rubato sarà difficile ritrovarla ma grazie al gesto del gruppo Giardino, da ieri mattina, appesa al muro del bar Fuorigiri a San Concordio ne sventola un’altra. È la bandiera dell’anno della sfida con la Triestina, autografata da tutti i giocatori della Lucchese, che il gruppo di tifosi ha donato a Delfo Bandoni, 87 anni, supporter storico della Pantera, dopo che la sua gli era stata portata via nella notte tra il 25 e il 26 maggio da qualcuno che non gliel’ha mai restituita.
Un furto che aveva lasciato Delfo molto amareggiato visto che ormai da anni, per tradizione, tutte le volte che la squadra vinceva, in accordo con i proprietari del bar Fuorigiri, appendeva all’esterno la bandiera rossonera. Così, grazie a questa donazione, ieri mattina, dopo l’impresa di sabato al Porta Elisa contro il Bisceglie, il rito di Delfo ha raggiunto forse il suo picco più alto, in tutti i sensi. Insieme al figlio Fausto è andato al bar, poco lontano da casa sua, e ha appeso, soddisfatto, la bandiera della vittoria. Che poi è l’immagine di un successo e non solo per i tre punti strappati sul campo. Ma questa volta il vessillo rossonero, per scoraggiare qualche eventuale malintenzionato, è stata appesa ancora più alto.
«La bandiera è di nuovo al suo posto - scrive Fausto Bandoni in un post condiviso su Facebook - grazie ai tanti che hanno manifestato il loro disappunto per il brutto gesto e la loro solidarietà a Delfo. Anzi, un grazie speciale va alla Lucchese, che tramite mio cugino Francesco Donati e con la “complicità” del direttore Antonio Obbedio, la bandiera è stata firmata dagli stupendi ragazzi della squadra». Ma Delfo e Fausto hanno avuto un’altra idea: donare a loro volta questa bandiera storica della Lucchese, per giunta autografata da tutti i giocatori, al museo della squadra, di modo che possa essere il ricordo di una stagione che comunque è destinata a entrare nella storia.
«Con mio papà - dice Fausto - avremmo pensato, vista la cavalcata storica che i ragazzi hanno fatto quest’anno, di donare la bandiera firmata da tutti i giocatori, al museo Rossonero, e di sostituirla con un’altra da utilizzare per esporla fuori dal bar. Logicamente se avremo il permesso di chi ce l’ha donata, ovvero il gruppo Giardino, nella figura di Nicola Chiocca e di chi gestisce il museo qualora voglia accettarla. Comunque finisca, è stato un anno straordinario, per il legame tra squadra e tifosi e l’impegno eccezionale dei ragazzi in campo. Ogni fine gara, brividi ed emozione, lacrime e sudore, gioia e unione. Quest’anno resterà nel cuore di tutti i Lucchesi, di tutti i tifosi. Grazie ragazzi».
Intanto anche sabato sera Delfo Bandoni era allo stadio: in tribuna a sostenere la sua amata Lucchese impegnata nella dura corsa per la salvezza. La prima partita l’ha vista 73 anni fa allo stadio Monteoliveti di Pistoia fa: era il 24 febbraio del 1946 e quello con la Lucchese è stato amore a prima vista. Qualche anno fa, dopo la scomparsa della signora Nella, che per celebrare la vittoria della Lucchese esponeva fuori dal bar Morino all’Arancio la bandiera della squadra, l’idea di Delfo di raccogliere il testimone di questo rito. Che continuerà a fare storia. —
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