Il dolore
Sindaco e due assessori indagati a metà mese ascoltati in procura
Sono stati convocati dal pm Salvatore Giannino per essere interrogati Intanto l’opposizione attacca: «Devono dare le dimissioni, sono incapaci»
ALTOPASCIO. Indagine sul fontanello, il sindaco Sara D’Ambrosio, due assessori della sua giunta, più il capo di gabinetto e il segretario comunale sono convocati in procura. A partire dalla metà del mese di giugno i cinque indagati verranno interrogati dal sostituto procuratore Salvatore Giannino, titolare del fascicolo aperto dall’ufficio requirente a seguito di un esposto presentato dal gruppo di opposizione in consiglio comunale in merito alla realizzazione del fontanello per l’acqua pubblica in piazza Vittorio Emanuele. La decisione di installare un distributore in quel luogo, nel mezzo di un parcheggio che si trova davanti a una scuola, risale all’agosto del 2017 e secondo la minoranza fu presa senza rispettare il regolamento edilizio e urbanistico che vieta di creare manufatti permanenti in piazze e parcheggi. Per il tecnico comunale che lo hai ideato, invece, si tratta di una struttura modulare prefabbricata e quindi perfettamente in regola. Opinioni diverse su cui però ora si è posata l’attenzione della procura.
Intanto cresce la polemica dopo la notizia degli avvisi di garanzia ai vertici dell’amministrazione comunale. Insieme per Altopascio va all’attacco: «Tutti a casa non per gli avvisi, ma per l’incapacità conclamata. La vicenda fontanello non è che una delle molte che hanno dimostrato come questa amministrazione di sinistra ad Altopascio non sappia quel che fa: dalla variante Alpipan (che si è dovuta rimangiare) alle autorizzazioni al trattamento rifiuti in centro abitato. Una combriccola di dilettanti, se ne vadano proprio». Insieme per Altopascio in passato si è sgolato ad avvertire come l’operazione fontanello, non fosse sostenibile sotto il profilo normativo. «Quel fontanello – prosegue la nota – non si poteva fare, siamo in centro storico. Era chiaro a tutti. A parte gli aspetti di agibilità per le persone che vi si sarebbero approvvigionate. Non s’aveva da fare», scuotono il capo i quattro di Insieme per Altopascio.
«Il quadro è negativo in tutto e per tutto», stigmatizza insomma il gruppo consiliare di cui fa parte anche Maurizio Marchetti che, come Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, proprio sulla variante Alpipan aveva chiesto accesso agli atti per comprendere i passaggi attraversati dal progetto: «Ho dovuto scoprire – racconta – che anche la Regione aveva avanzato prescrizioni precise in larga misura sovrapponibili con le nostre perché fondate sulla normativa. L’operazione avrebbe provocato una colata di cemento rosso su un’area agricola e boscata di 44mila metri quadri».
Anche la Lega ci va giù pesante: «Molto meglio un commissarimento che una intera giunta indagata. Altopascio non può più essere governata da questa sinistra, si torni al voto quanto prima». Il partito di Salvini parla per bocca dei consiglieri Fagni e Marconi, oltre che del Commissario Provinciale Recaldin, commenta così i recenti fatti di Altopascio: «Altro triste primato negativo per la giunta D'Ambrosio. Per la prima volta nella storia altopascese tutta la giunta sindaco compreso, sono indagati (al Tirreno risultano solo sindaco e due assessori, ndr). Un danno di immagine enorme a tutta la comunità. A questo punto ci sembra il minimo che tutta la giunta venga quanto prima in consiglio comunale a presentare le dimissioni». —
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