Il Tirreno

Lucca

Molazzana  

L’ex sindaco Simonetti lascia in dote un tesoretto

Nicola Bellanova

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MOLAZZANA. Dieci anni sono tanti, specie se si amministra un Comune con poco più di mille abitanti. Eppure, a Molazzana, nonostante ristrettezze e tagli, si è riusciti a far quadrare i conti e a gestire un piccolo tesoretto per gli interventi ordinari. Mentre il neo sindaco Andrea Talani sta sistemando le ultime questioni per formare la giunta comunale, il primo cittadino uscente Rino Simonetti snocciola i dati emersi dalla relazione dei conti pubblici.

Il risultato di amministrazione per l’esercizio 2018 mostra un avanzo di gestione di 39.650,16 euro. Certo, non grandi cifre, ma di fatto consentono una spesa pro capite (o risparmi sulla spesa pubblica) di circa 39 euro a cittadino. Questo “tesoretto”, poi, trova ancora maggiore significato nei dettagli. Si è poi ridotto, seppur di poco, anche il fondo crediti di dubbia esigibilità. Particolarmente importante poi, dal punto di vista simbolico è la decisione dell’ex sindaco, di non utilizzare l’accantonamento spettante di fine mandato, pari a 7.357,84 euro.

«Lascio un Comune in salute – dice Simonetti – e ho deciso di non usare il fondo di accantonamento di fine mandato per lasciarlo ai successori. Faccio la politica per passione, e credo di aver dato e ricevuto tanto».

I numeri sono a favore di Simonetti (che a un certo punto era dato come papabile candidato primo cittadino a Barga, città dove vive da sempre), anche sotto il profilo dei debiti lasciati, visto che l’incidenza degli interessi passivi sulle entrate correnti in questo ultimo esercizio è stata del 7,5%, ossia oltre un punto in meno rispetto al 2017. Ma oltre a questi tecnicismi contabili, l’ex sindaco lascia in dote opere pubbliche da realizzare a breve, con uno stralcio di finanziamenti ottenuti per oltre 1,5 milioni e che saranno investiti sulla strada di collegamento tra Foce di Eglio e Sassi, sulla rocca di Sassi, e altri interventi sui beni culturali e viabilità.

Inoltre, il progetto della “privatizzazione” dell’illuminazione pubblica consentirà nuovi risparmi sulle spese correnti: «Certo, ho smosso conoscenze e rapporti personali – chiude Simonetti – ma alla fine sono arrivati milioni di euro per opere pubbliche e recupero dei beni culturali, ponendo le basi per un nuovo modo di pensare il territorio. Non mi mancherà la politica attiva, ma non starò certamente fermo». —

Nicola Bellanova

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