Il Tirreno

Lucca

in via di Picciorana 

Furto ai vivai Marino Favilla: tanti danni per 300 euro

Luigi Spinosi
Furto ai vivai Marino Favilla: tanti danni per 300 euro

Ufficio a soqquadro per portare via i pochi soldi lasciati nei cassetti dell’azienda. Il titolare: «Avrei preferito lasciarne 400 fuori dalla porta invece di subire questo»

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Ogni furto, ogni violazione del proprio ambiente – che sia privato o professionale – rappresenta una violenza, un atto odioso. E anche se fare delle classifiche è difficile, alcuni episodi riescono a essere più odiosi di altri. È il caso del furto messo a segno da ignoti la scorsa notte ai vivai Marino Favilla in via di Picciorana.. Un furto che, agli autori, ha fruttato ben poco, ma che per chi l’ha subìto si è tradotto in un danno ben più forte per chi quel furto lo ha subito. Un danno economico e non solo.

La scoperta è stata fatta ieri mattina quando il personale si è presentato alla sede dell’azienda: qualcuno, con grande abilità, aveva forzato le serrature, danneggiando gli ingressi. Nel mirino gli uffici dell’azienda, messi letteralmente sottosopra alla ricerca di denaro. Alla fine il bottino è stato relativamente misero, almeno se paragonato allo sforzo e ai danni fatti per entrare, ma l’impressione è che si tratti di una sorta di strategia ben precisa di questi delinquenti: mirare a obiettivi relativamente facili, pur sapendo che probabilmente frutteranno poco. Quel che resta però sono i danni, come spiega Massimo Bartoli, che assieme alla figlia si occupa dell’azienda da quando – meno di due mesi fa – è scomparsa ad appena 52 anni la moglie e titolare Paola Favilla, lasciando un vuoto pesante. Un dolore che dà al furto della scorsa notte un retrogusto amaro di profanazione.

«Hanno buttato tutto all’aria per prendere cosa? – racconta Bartoli – 2-300 euro che possono aver trovato in ufficio. Certo, non è giusto definirli spiccioli, sono pur sempre soldi, ma son niente rispetto al danno che hanno fatto. Hanno spaccato tutto per entrare, e quella sarà una spesa ben maggiore rispetto a quello che hanno portato via. E poi tutto l’ufficio sottosopra che dovremmo mettere a posto».

Dall’esterno quest’ultimo, quello dei documenti sparsi ovunque, può sembrare l’aspetto più banale. Invece è vero il contrario: «Con la scomparsa di mia moglie io e mia figlia ci siamo trovati a muoverci in tutte quelle carte, e si può immaginare con quale stato d’animo ci siamo trovati ad affrontare questa cosa, dove ogni foglio ci ricordava lei». Un groppo in gola tradisce le emozioni e il dolore dell’uomo: «A immaginare quello che è accaduto quei soldi glieli avrei lasciati fuori dalla porta. Non 300, ma anche 400, purché non combinassero il disastro che hanno combinato». Sì. Ogni furto è un atto odioso, ma questo riesce a esserlo ancor di più.

Sul caso sta indagando la polizia, chiamata ieri mattina una volta scoperto l’accaduto e che si è mobilitata anche con la scientifica, nella speranza di individuare tracce in grado di dare un volto agli autori . —

Luigi Spinosi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web