Il Tirreno

Lucca

Caso diamanti, Bpm condannato a risarcire un cliente

Le pietre acquistate valevano solo il 30% del prezzo pagato Il resto dei soldi dovrà ora restituirglielo il gruppo bancario

3 MINUTI DI LETTURA





Banco Bpm dovrà rifondere un proprio cliente al quale aveva proposto un investimento in diamanti di Idb (Intermarket Diamond Business spa, società dichiarata fallita a gennaio 2019): gli verserà 32.000 euro, cifra che deriva dalla sottrazione fra l’investimento realizzato dal cliente del gruppo bancario in pietre di Idb (46.000 euro) e il valore reale dei cinque diamanti acquistati, pari a 14.000 euro).

La sentenza è stata emessa dalla terza sezione civile del tribunale ordinario di Verona, al quale si era appellato il risparmiatore. «È la prima volta - sottolinea Andrea Monti della Fisac Cgil, esponente di una delle cinque sigle sindacali (con Fisac, First Cisl, Uilba, Unisinn e Fabi) che hanno organizzato la manifestazione di protesta dei bancari toscani di Bpm a Lucca il 20 maggio scorso - che Bpm perde una causa avviatagli contro da un cliente per la questione diamanti. Questa sentenza, adesso, rischia di aprire un varco».

Un varco e una speranza, anche, per i clienti di Banco Bpm della Lucchesia che si trovano oggi in una situazione analoga a quella del risparmiatore ricorrente nella causa di Verona.

Nello specifico, la sentenza del tribunale di Verona è contenuta in un dispositivo di venti pagine, in cui vengono esaminate le tre parti in causa, ovvero il cliente ricorrente, Idb e Banco Bpm (resistenti). La storia è una, ma potrebbero essere decine, vista la quantità di analogie le une con le altre.

Nello specifico, è il caso di un risparmiatore che, consigliato da un funzionario di Bpm nell’acquisto di diamanti come investimento alternativo a titoli di credito in scadeza, aveva acquistato cinque pietre per complessivi 46.000 euro. Solo che il loro valore reale era di 14.000 (in base a stime condotte da periti a supporto dell’iter giudiziario). Il giudice ha condannato Banco Bpm a rifondergli il valore residuo dei diamanti, oltre che a farsi carico delle spese di lite in applicazione del principio della soccombenza.

Nel corso del dispositivo emergono più elementi sostanziali che chiariscono le modalità con cui Idb aveva avviato collaborazioni con gruppi creditizi con lo scopo di incentivare i propri clienti all’acquisto dei diamanti. Ad esempio con quali percentuali Idb ripagasse Banco Bpm per il suo servizio: una provvigione del 18% sull’ammontare dell’operazione conclusa (percentuale riportata in una circolare vigente quando fu conclusa la transazione finita in causa, cioè nel 2011).

Se il caso di Verona si è concluso in un’aula di tribunale, va detto che da parte sua Banco Bpm, l’indomani della riuscita manifestazione a Lucca dei bancari, aveva fatto sapere di essere disposto ad avviare transazioni con i singoli risparmiatori, senza mettere nero su bianco percentuali fisse di rimborso (oscillanti in più casi fra il 40 e il 45% dela cifra investita). Anche perché, era stato ribadito, ogni caso ha le sue specificità e, nel piano di Bpm, c’è anche di lasciare al cliente la proprietà dei diamanti acquistati. Molti risparmiatori beffati si sono rivolti ad associazioni di consumatori. In Lucchesia, Federconsumatori al momento ne tutela cinquanta, di cui quaranta avevano investito in diamanti avendo come tramite Banco Bpm. «Al momento - spiega Fabio Coppolella, responsabile locale di Federconsumatori - fra i nostri assistiti che devono essere rimborsati da Bpm, due-tre ci hanno riferito di essere stati contattati per avviare una trattativa di recupero delle risorse investite». —

Barbara Antoni



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa