Il Tirreno

Lucca

paghe misere, pochi diritti e tanta incertezza 

Scioperano i lavoratori del settore pulizia «Ci sentiamo di serie B»

L.S.
Scioperano i lavoratori del settore pulizia «Ci sentiamo di serie B»

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LUCCA. Sono loro che consentono a uffici ed enti pubblici di funzionare, un ruolo “oscuro” eppure fondamentale, al punto da essere ritenuto un servizio essenziale e, quindi, a dover garantire la funzionalità anche in caso di sciopero. «Sì, siamo essenziali per lavorare, ma non per riscuotere»: sta in questa frase la condizione dei lavoratori del settore pulizie e multiservizi che, oggi, scendono appunto in sciopero, con una manifestazione nazionale alla quale parteciperà anche una folta delegazione lucchese.

Quelle parole sono state pronunciate da una lavoratrice ieri mattina in occasione della conferenza stampa organizzata dalla Uil per presentare la manifestazione odierna (che riguarda circa 600mila lavoratori in tutta Italia e organizzata in modo unitaria da Cgil, Cisl e Uil), ma anche per fare il punto sulla nostra realtà.

Una realtà complessa, come ha spiegato Massimiliano Bindocci della Uil, con un contratto nazionale che da 6 anni attende di essere rinnovato e che è «spesso fatta di situazioni di grandissimo disagio». Sono circa 3mila, in Lucchesia, i lavoratori interessati, e anche per i sindacati non è facile vegliare sul rispetto dei loro diritti. Per tutta una serie di ragioni: dalla dispersione sul territorio all’elasticità con cui i contratti («Che sono da 7,30 euro l’ora, lordi, quindi circa 5 netti) vengono applicati. Racconti, emersi anche in conferenza stampa, di lavoratori a 36 o 30 ore che vengono utilizzati (e pagati) per 24 o 11 ore (con il paradosso che conviene essere malati per riscuotere tutte le ore del contratto), con chiamate per lavorare o non lavorare all’ultimo istante. Poi la quasi impossibilità di fare controlli sulla sicurezza, le spese sostenute (per trasferirsi magari da un ufficio da pulire all’altro) e non rimborsate o, anche laddove il contratto viene rispettato pienamente, il carico di lavoro che aumenta per la riduzione di personale che non viene sostituito.

«Magari si sentono anche dire che son fortunati – racconta Bindocci – perché hanno un contratto a tempo indeterminato, ma non ci si rende conto delle situazioni difficili che queste persone devono vivere, sono a tutti gli effetti considerati dei lavoratori di serie B». Senza i quali però non funzionerebbero mense, scuole, poste, caserme e tutti quegli ambienti del pubblico e del privato che devono essere puliti, ospedali compresi. E proprio dal San Luca arriva un aneddoto esplicativo: questi lavoratori il parcheggio se lo devono pagare. —

L.S.

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