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Domenica la visita all’ex manicomio di Mario Tobino

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Una sala radiologia decisamente all’avanguardia per quei tempi. Le cucine. Uno spazio dedicato alla pittura. Perfino un piccolo cinema. L’ex manicomio di Maggiano, sulle colline fra la Versilia e Lucca, era un paesino a sé stante, una sorta di città in miniatura. E la visita al vecchio ospedale psichiatrico nel nome dello scrittore viareggino Mario Tobino, che qui visse e lavorò per ben quarant’anni, sarà al centro della nuova iniziativa di domenica (appuntamento alle 10,30 di fronte all’ingresso del manicomio) messa in piedi dal nostro giornale grazie alla collaborazione della Fondazione Mario Tobino: per partecipare i lettori dovranno essere abbonati alla community Noi Tirreno e inviare una mail all’indirizzo eventi@iltirreno.it indicando nome, cognome, residenza e telefono.

E anche stavolta ne varrà davvero la pena. Perché Maggiano è un luogo ricco di storia – basti pensare che fino al Settecento ospitava un monastero – e perché a guidare i lettori ci sarà Isabella Tobino, presidente della Fondazione che porta il nome di suo zio Mario. Chi meglio di lei, insomma, per conoscere i segreti dell’ex manicomio attraverso la lettura dei brani più significativi che Tobino ci ha lasciato?

La visita di Maggiano partirà dal piazzale dove ha tuttora sede la Fondazione, nei pressi dell’ala che ospitava le stanzette e gli studi dei medici: i lettori di Noi Tirreno avranno modo di ammirare il giardino esterno, il “chiostrino” dove si trovava l’ingresso storico all’ospedale psichiatrico, la chiesa, i due chiostri principali dai quali si accedeva poi al reparto femminile e a quello maschile. E ancora: un giro fra i corridoi e le corsie e alle varie sale.

«Non si poteva uscire da Maggiano, pertanto tutto veniva autoprodotto fra queste mura – racconta Isabella Tobino – se un paziente si sentiva male, le cure venivano effettuate all’interno del manicomio stesso: funzionava come una struttura ospedaliera qualsiasi, tant’è che c’erano moltissimi medici generici e pochi psichiatri». —

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