Il dolore
Assistente capo della polstrada finisce nei guai per peculato
Nel novembre 2018 la pg trova nella sua abitazione alcune tessere carburante e una macchinetta per l’alcoltest. Accusato anche di detenzione abusiva di armi
LUCCA. Un assistente capo di 48 anni residente a Lucca e che sino all’inizio del 2019 ha prestato servizio nella caserma della Polstrada in via Pisana è indagato dalla procura della Repubblica con l’accusa di peculato e detenzione abusiva di armi. A svolgere gli accertamenti - iniziati nei primi mesi del 2018 - la stessa polizia giudiziaria della polstato in seguito al comportamento anomalo dell’assistente che proveniva da altra specializzazione nell’ambito sempre della polizia. Mercoledì 5 giugno di fronte al giudice dell’udienza preliminare Simone Silvestri il poliziotto - che in questi mesi presta servizio in un altro comando fuori dalla provincia di Lucca e non all’interno della polizia stradale - sarà chiamato a difendersi delle accuse, sicuramente infamanti, per chi indossa una divisa ed è chiamato a svolgere una funzione pubblica. Rischia il rinvio a giudizio di fronte al collegio.
I FATTI
Per l’accusa l’assistente capo si sarebbe appropriato di oggetti appartenenti alla questura e al ministero dell’Interno. Che qualcosa non andasse per il verso giusto nel comportamento del quarantottenne lucchese lo avevano notato alcuni colleghi d’ufficio. Era iniziato quindi un controllo interno al termine del quale erano già emerse gravi anomalie. Così la pg si era rivolta alla procura della Repubblica e il sostituto Piero Capizzoto, titolare dell’indagine, aveva chiesto e ottenuto dal gip un decreto di perquisizione domiciliare. Era novembre quando l’abitazione del poliziotto lucchese è stata perquisita. Gli agenti hanno ritrovato nell’abitazione oggetti che non dovevano stare lì. In particolare alcune tessere carburante che l’assistente non avrebbe dovuto detenere, una macchinetta per effettuare l’alcoltest e due proiettili di un’arma da sparo. Munizioni che, per l’accusa, erano detenute illegalmente. Da lì l’incriminazione per peculato e detenzione abusiva di munizioni. Nei confronti dell’indagato l’amministrazione della polizia di Stato al momento ha optato per un trasferimento in altra sede fuori dalla provincia di Lucca e in un settore differente da quello del controllo veicolare su strade provinciali e statali. Sulla vicenda le forze dell’ordine e la procura mantengono uno stretto riserbo nonostante le indagini si siano concluse. —
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