Proteste
Primo dubbio giunta per la Campani
Per rispettare l’accordo prima del voto possibile ingresso di Giorgio Salvateci (primo dei non eletti) nella squadra
Rispettare alla lettera gli accordi pre elettorali indipendentemente dal numero di preferenze riportate, oppure premiare chi sul territorio si è dato da fare, riportando valanghe di voti? E soprattutto, dare continuità o rompere col passato? Per il neo sindaco Caterina Campani, è tempo di decidere. A breve, per non perdere tempo nella gestione del Comune, bisognerà formare la giunta. Il nodo è uno solo, ma delicato da sbrogliare, e riguarda l’eventuale assessore in quota Rifondazione. Gli accordi a tavolino, infatti, prevedevano un’alleanza di centrosinistra con Giorgio Salvateci (assessore all’ambiente nei due mandati di Bonini) designato come esponente dell’ala sinistra. Ma se nel 2009 e nel 2014 lo stesso imprenditore filecchiese riuscì a entrare in consiglio, stavolta risulta il primo dei non eletti.
Regola non scritta della politica, però, vorrebbe che entrino nell’esecutivo i cinque più votati assieme al sindaco. Quindi il posto in giunta toccherebbe a Vittorio Salotti (vicesindaco, residente a Castelvecchio Pascoli e rappresentante di San Pietro in Campo con possibile delega al bilancio), Pietro Onesti (che sarebbe rimesso ai lavori pubblici e sicurezza), e le new entry Maresa Andreotti (residente a Barga Vecchia, la donna più votata), il capogruppo uscente Lorenzo Tonini (filecchiese come Salvateci e che ha aumentato i consensi rispetto a 5 anni fa) e la professoressa fornacina Sabrina Giannotti, che si occupata di scuola. Insomma, seguendo l’ordine delle preferenze riportate, sarebbe casualmente anche garantita visibilità a tutte le frazioni del Comune.
Ma i patti vanno rispettati, quindi, qualcuno di questi cinque potrebbe farsi da parte per lasciare spazio appunto a Salvateci e alla quota di Rifondazione. Ma non si tratterebbe, tecnicamente, di un assessorato esterno, quanto di una scelta insita alla lista “AmiAmo Barga”, e potrebbero sorgere già dei malumori, specialmente perché toccherebbe a un uomo lasciare il posto. A meno che qualche consigliere eletto non rinunci al suo seggio, e in tal caso subentrerebbe Salvatici e garantire una giunta realmente politica.
Poi ci sarà da scegliere la figura del capogruppo di maggioranza, incarico che potrebbe andare a Giacomo Cella (già in passato consigliere comunale e soprattutto non iscritto al Pd) o a Lorenza Cardone, figlia d’arte e quindi pronta a tuffarsi nell’arena di Palazzo Pancrazi.
Per ora, sia chiaro, si tratta di mere analisi teoriche, ma toccherà alla sindaca sbrogliare la matassa. —
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