Sicurezza
Campani a festa a Barga I cittadini scelgono Caterina
Successo annunciato ma raggiunto in extremis dalla candidata di centrosinistra Il più votato è stato il futuro vicesindaco Vittorio Salotti, con oltre seicento voti
Caterina Campani è il primo sindaco donna di Barga dal dopoguerra. Un verdetto accolto con un urlo liberatorio nei corridoi della scuola elementare di Piangrande, per un successo annunciato ma raggiunto in extremis, mano a mano che arrivavano i risultati dei vari seggi. La candidata del centrosinistra, con la sua lista “ViviAmo Barga” ha raccolto 2.738 preferenze con una percentuale del 45,77%, battendo di appena 305 voti lo sfidante più accreditato, ossia Francesco Feniello di “Progetto Comune” che si è fermato a 2.443 voti e col 40,84%. Terzo è giunto il segretario di zona della Lega, Simone Simonini con un interessante 7,19% pari a 430 suffragi, e ultimo, di poco Luca Mastronaldi con la “Lista del Cuore” che ha raccolto 371 preferenze e il 6,20%.
È stata una battaglia, seggio per seggio e, come sempre, decisivi sono stati per il centrosinistra gli scarti positivi riportati a Mologno e Castelvecchio Pascoli. Infatti, la mappa del voto barghigiano, pur determinata da un calo di votanti rispetto alle elezioni Comunali del 2014, è stata molto variegata, con un trasporto e un accanimento che non si vedeva da anni. Nella sezione 1 infatti ha vinto Feniello con 269 voti contro i 213 di Caterina Campani, nella 10 sempre nel capoluogo lo scarto massimo tra l'ex maresciallo e la vicesindaco, con oltre 110 preferenze. A Mologno invece percentuale bulgara per Campani, con 305 voti validi su 604 elettori presentatisi alle urne, e ancora meglio a Castelvecchio (terra del senatore Marcucci e del sindaco uscente Marco Bonini). Quindi, il pallino della contesa era diventato Fornaci, dove nelle tre sezioni Campani ha conquistato la maggioranza pur non dominando. Il più votato è stato il futuro vicesindaco Vittorio Salotti, con oltre seicento voti, come gli accadde nel 2009 quando divenne assessore al bilancio. Ma, soprattutto, decisivi si sono rivelati Mastronaldi e Simonini, disperdendo voti a destra e a manca.
La politica non è matematica, si sa. E su queste elezioni hanno pesato temi delicati e molti mal di pancia. Dunque inizia l'era di Caterina, che qualcuno inizia a chiamare la “zarina”. Figlia dell'ex sindaco Mauro Campani, laureata in Scienze Politiche, la sindaca ha fatto la gavetta prima da capogruppo e poi da vicesindaco, portando in dote dolcezza e determinazione, doti che le serviranno in questi cinque anni in cui ci saranno da gestire patate bollenti come la questione pirorigassificatore e quella sanitaria. E la stessa prima cittadina commenta a caldo: «Visti i risultati delle europee, c'era un po' di preoccupazione, poi è arrivata una risposta positiva. Sono contenta perché è stata una campagna elettorale dura, e siamo usciti bene. Sono felice e consapevole della responsabilità che mi attende, ma c'è l'entusiasmo e la voglia di fare qualcosa di buono per questa comunità. Ma da domani mi metto subito al lavoro, ho da preparare la giunta e lavorare per la città». Questa è Caterina Campani, dolce e determinata, per l'appunto.
ViviAmo Barga: entrano in consiglio Vittorio Salotti 605, Maresa Andreotti 450, Pietro Onesti 332, Lorenzo Tonini 277, Sabrina Giannotti 265, Beatrice Balducci 253, Sabrina Moni 218, Giacomo Cella 213, Francesca Romagnoli 186, Sergio Suffredini 170, Lorenza Cardone 151. Esclusi Giorgio Salvateci 125, Massimo Salotti 93, Filippo Lunardi 77, Manuel Graziani 62, Claudio Menconi 52. —
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