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Sbloccati i fondi Può aprire il cantiere al centro sociosanitario

Nicola Nucci
Sbloccati i fondi Può aprire il cantiere al centro sociosanitario

C’è il milione di euro che era stato stanziato da tempo  A primavera 2020 la riapertura deI distretto del Turchetto

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Sono stati finalmente sbloccati i finanziamenti per la ristrutturazione e l’ampliamento del centro sociosanitario del Turchetto, e adesso si potrà procedere con i lavori di riqualificazione della struttura.

Appena pochi giorni fa erano emersi i ritardi nell’intervento, con il cantiere che viveva una sorta di fase di stallo, in attesa, appunto, del decreto attuativo per liberare un milione di euro destinati al distretto sanitario. Una struttura che si trova fisicamente sul territorio di Montecarlo, ma che è punto di riferimento per un bacino di utenza molto più vasto, che va dalla Piana alla Valdinievole occidentale, fino al comprensorio del Cuoio.

Chiuso dal 31 dicembre dello scorso anno, il centro dovrebbe riaprire agli inizi del 2020. Qualche mese in più rispetto al cronoprogramma iniziale, ma lo sblocco dei finanziamenti ridurrà i tempi.

«In questi giorni sarà avviata le procedura di gara per l’assegnazione dei lavori più consistenti e potremo dare l’avvio all’opera – spiegano Luigi Rossi, direttore della zona distretto Piana di Lucca dell’Asl Toscana nord ovest, e il direttore del dipartimento tecnico Nicola Ceragioli – siamo stati qualche mese fermi perché il progetto “viaggiava” tra Regione e Ministero e quindi c’è stato uno slittamento in attesa delle autorizzazioni, ma adesso contiamo di recuperare i tempi. L’impresa aggiudicataria lavorerà anche in estate. I tempi per la riapertura? Pensiamo entro la primavera 2020».

Quello in corso è un intervento di ammodernamento e ampliamento (80 metri quadrati) con nuove stanze e tre ambulatori che ospiteranno i medici di base. Gli altri interventi sono di adeguamento antisismico e sull’impianto di climatizzazione). La struttura sarà migliorata dal punto di vista qualitativo e quantitativo, sia per le prestazioni erogate e l’accoglienza. L’Asl ha messo a punto un’organizzazione alternativa durante la chiusura per garantire le prestazioni e i servizi, in stretta collaborazione con associazioni e gli altri distretti sanitari del territorio. —

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