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Lucca e l’automobilismo: un antico amore tra imprese e piloti entrati nella leggenda

luigi spinosi
Lucca e l’automobilismo: un antico amore tra imprese e piloti entrati nella leggenda

Le mille storie nel volume presentato ieri all’Aci Lucca e dedicato agli anni pioneristici delle competizioni 

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il libro

luigi spinosi

Se si dovesse usare una lettera dell’alfabeto, una sola, per rappresentare Lucca, la più adatta sarebbe probabilmente la “M”. M come Mura ovviamente, M come musica (per Puccini e non solo), ma anche M come motori. Sì, perché dietro l’apparente tranquillità che caratterizza la città brucia una passione che coinvolge tanti, quella, appunto per la velocità. E non è solo storia di oggi, con i tanti piloti lucchesi che, dal rally all’endurance, si mettono in mostra. No, è una storia antica quanto i motori stesso. E non è solo un modi di dire. Tutto, del resto, nacque qui, dall’idea di un motore a combustione interna, che fu realizzato per la prima volta proprio da due lucchesi: Eugenio Barsanti e Felice Matteucci. Da lì il passo successivo fu breve, bastarono pochi anni perché qualcuno avesse l’idea di collegare quel pistone alle ruote di una carrozza. Radici ricordate anche da Luca Sangiorgio, direttore dell’Aci Lucca, alla presentazione del libro “L’automobilismo a Lucca nel ’900”, ieri mattina alla sede dell’Automobil Club: «Quando vediamo la Mille Miglia pensiamo che è partito tutto da Barsanti e Matteucci, senza loro non ci sarebbe mai stata».

Ma la città non è stata solo luogo di gestazione dell’automobilismo, ma lo ha seguito anche nella sua crescita, sin dai primi anni, quelli fatti di poche vetture e di grande coraggio per riuscire a domarle quando si arrivò al capitolo successivo, quello delle competizioni. E Lucca è stata terra di grandi campioni e di grandi imprese, anche negli anni in cui salire su questi bolidi a quattro ruote voleva dire davvero sfidare la sorte. Quegli uomini, quelle imprese, furono raccontate pochi anni fa dalla mostra fotografica – ospitata al Mercato del Carmine – “Piloti&Motori”. E quella mostra fotografica, tutta in bianco e nero visti gli anni che raccontava, è diventata appunto il volume presentato ieri. Non un semplice catalogo, ma un vero e proprio libro, che da ieri è vendita nelle librerie, edito dalla Pacini Fazzi Editore, voluto dagli Amici dell’Archivio fotografico lucchese “Arnaldo Fazzi”, e sostenuto da Comune e dall’Aci di Lucca.

Un volume dove l’immagine di Lucca “città sonnecchiosa” viene smentita da una serie di immagini e di racconti che descrivono ben altro. Le competizioni per esempio: tante quelle organizzate sulle strade lucchesi sin dalle prime decadi del secolo scorso, compresa quella sorta di Formula Uno antelitteram rappresentata dalla Coppa Ciano, con il circuito cittadino che correva anche lungo le Mura. E le imprese, con l’autostrada A11 che, nel tratto tra Lucca e Capannori, è stata un’antesignana della Bonneville Salt Flats (la pista dello Utah usata per i test di velocità), e dove nel 1935, in sella a una quasi indomabile Alfa Romeo 16C, il grande Tazio Nuvolari stabilì una serie di record. E poi i tanti piloti lucchesi (con una densità che non si trova da molte parti).

Tante storie racchiuse nel libro, presentato ieri, oltre che da Sangiorgio, dall’assessore alla cultura Stefano Ragghianti, dall’appassionato ed esperto fotografico Stefano Bortolotto, dai rappresentanti dell’associazione Amici dell’Archivio fotografico Lamberto Serafini e Maria Pacini Fazzi, e dall’editrice Francesca Fazzi. Le cose da scoprire sono molte. Sono molte in questo libro e, come è stato detto, sono molte anche negli archivi, per una ricerca che è destinata a non finire con questo volume. —

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