Il Tirreno

Lucca

centro per l’impiego 

Esplode la rabbia dei lavoratori “in appalto”

3 MINUTI DI LETTURA





lucca. Si sentono «scaricati», ancora una volta, i 70 lavoratori dei centri per l'impiego della provincia di Lucca dopo l'incontro avuto giovedì con l'assessore regionale Cristina Grieco e i sindacati Cgil, Cisl, Uil. «Siamo operatori che da anni, talvolta anche da 15-20 anni, lavoriamo nei centri per l’impiego inquadrati nel tempo con le tipologie più diverse: incarichi a partita Iva, co.co.co., co.co.pro., dipendenti di cooperative in appalti di servizi - scrivono in una nota - per continuare a lavorare qui con l'ultimo appalto del 2016, abbiamo dovuto dimostrare di avere migliaia di ore di esperienza, e ogni nostro curriculum ha ottenuto la validazione regionale. Da decenni rendiamo operative le direttive regionali, applicando le procedure definite dalla pubblica amministrazione di cui siamo tenuti a sottoscriverne gli atti di nostra competenza. Beffardamente consapevoli di poterci trovare disoccupati tra pochi mesi, siamo gli stessi che hanno contribuito a rendere il modello toscano un esempio virtuoso a livello nazionale e che stanno per ricevere i beneficiari del reddito di cittadinanza. Sì, perché la Regione Toscana è intenzionata a bandire un concorso che non valorizzerà fin da subito la nostra esperienza».

Il riferimento è alla preselezione che, secondo i lavoratori dei centri per l’impiego non terrà conto delle «competenze trasversali acquisite» da chi ha maturato un’esperienza pluriennale nei centri per l’impiego. «Siamo sconcertati - aggiungono i lavoratori - a pochi giorni dall'uscita del bando la Regione ha manifestato solo buone intenzioni. Le rappresentanze dei lavoratori delle aziende di servizi che a oggi collaborano nell'erogazione dei servizi pubblici presso i centri per l’impiego non sono state coinvolte in nessuna delle fasi di preparazione e trattativa. Chiediamo che si ponga subito rimedio a ciò e che ai tavoli tecnici siedano anche le rappresentanze dei “lavoratori in appalto”, finora esclusi». È fondamentale infatti, secondo loro, «che nei documenti ufficiali, compreso il protocollo firmato da Regione e sindacato il 15 maggio 2019, vengano previste azioni di salvaguardia occupazionale di tutti gli operatori ad oggi in forza presso i centri per l'impiego, ovviamente in ottemperanza alla legge, ai contratti e in un’ottica di trasparenza». Se questo non dovesse avvenire, l’intenzione dei lavoratori “esclusi” è quella di unirsi «ai colleghi delle altre province per un'azione che, col supporto dei sindacati provinciali e dei giuslavoristi a cui ci siamo rivolti, andrà nella direzione di una controversia di grandi proporzioni». «L’assessore regionale Grieco giovedì ha dato rassicurazioni precise - dichiara Roberto Guidotti, consigliere comunale di Lucca con delega al lavoro - l’obiettivo è non lasciare nessuno a piedi e trovare la formula migliore per valorizzare queste figure. Inoltre - aggiunge - abbiamo ribadito tre punti contenuti anche nella mozione presentata in consiglio regionale dal consigliere Stefano Baccelli: evitare la preselezione; prevedere che almeno una parte dei posti disponibili da concorso siano riservati a chi già da tempo opera nei centri per l’impiego; individuare criteri premianti come ad esempio un punteggio dedicato a valorizzare l’esperienza maturata». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze