Il Tirreno

Lucca

lotta alla criminalità organizzata 

Anche gli studenti del Paladini alla marcia della legalità

Anche gli studenti del Paladini alla marcia della legalità

Una rappresentanza degli alunni delle classi 4ª C, 3ª C, 1ª C e 1ª D con i docenti hanno sfilato in commemorazione della strage di Capaci e delle vittime di mafia 

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lucca. I ragazzi del liceo delle Scienze Umane Paladini alla marcia della legalità a Palermo in commemorazione della strage di Capaci e di tutte le vittime della mafia. Alla marcia di ieri hanno partecipato una rappresentanza degli alunni delle classi 4ª C, 3ª C, 1ª C e 1ª D accompagnati dalla dirigente scolastica, Iolanda Bocci e le professoresse Pieretti, Pellegrini e Pistone. Il gruppo è partito mercoledì da Lucca e farà rientro in città sabato. Studenti e docenti, in questa occasione, hanno incontrato i componenti dell’associazione “Addio Pizzo” e hanno organizzato un itinerario che va alla scoperta dei luoghi simbolo dell’antimafia civile: quindi tappa al mercato del Capo, al mercato Ballarò, al mercato Vucciria. E ancora. Piazza della Magione, la cattedrale, i Quattro Canti, piazza Pretorio e il quartiere La Calza. Le note del silenzio hanno sottolineato il momento più forte e dolente della giornata di ieri: ore 17.58, 27 anni fa il tritolo mafioso uccise Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonino Montinaro e Vito Schifani. Il raccoglimento, poi il lungo applauso. L'Inno d'Italia intonato da tutti e i palloncini liberati in aria. I loro nomi sono stati proclamati dai bambini davanti all'Albero Falcone dove sono confluiti i due cortei partiti dall'aula bunker dell'Ucciardone e da via D'Amelio. Migliaia gli studenti arrivati da tutta Italia, 1.500 quelli giunti a bordo della Nave della Legalità, e poi tanti palermitani, con i lenzuoli appesi sui balconi lungo il percorso. In marcia, tra gli altri, Maria Falcone, tenace custode della memoria del fratello, il presidente della Camera, Roberto Fico, il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho, il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti. —

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di Redazione web