Sicurezza
Una (piccola) valanga rosa sulle schede Parlano le cinque candidate a sindaco
Da Borgo a Mozzano a Careggine, per la prima volta in Valle le donne concorrono in forza per le poltrone più importanti Ecco cosa pensano delle quote rosa Caterina Campani, Cristina Benedetti, Lucia Rossi, Silvia Bianchini e Raffaella Mariani
Elezioni
francesco cosimini
I dati sulle donne in politica sono poco rosei. Il caso italiano, a differenza dei principali vicini europei è ancora poco soddisfacente. Presenze femminili fra scranni e ruoli più alti ci sono, certo, però gli incarichi affidati a donne, qualitativamente parlando, spesso sono minori di quelli in mano a uomini. Qualcosa cambia, però, nelle realtà locali e in particolare nei Comuni, dove i sindaci donna sono il 14% del totale. Dato che non si riflette nei 33 municipi della provincia di Lucca, dove c’è solo una sindaca: Sara D’Ambrosio, ad Altopascio. Ma qualcosa potrebbe cambiare, e la spinta è data dalla Valle del Serchio: su quindici territori chiamati al voto cinque vedono una candidata sfidarsi per la poltrona più importante. A Barga c’è Caterina Campani, della lista “ViviAmo Barga”; a Borgo a Mozzano Cristina Benedetti, per “Orgoglio comune”; a Careggine Lucia Rossi, con “Uniti per Careggine”; a Castelnuovo di Garfagnana Silvia Bianchini, di “Verso scelte nuove”; a San Romano di Garfagnana Raffaella Mariani, in “Uniti per San Romano”.
Il Tirreno le ha messe in confronto, con cinque domane comuni: Cosa significa per lei essere candidata a sindaco? Le differenze di genere in politica ci sono? Le donne in politica possono portare un valore aggiunto e se sì quale? Se dovesse diventare sindaco, quale sarà il suo primo punto in agenda?
Caterina Campani
Laureata in scienze politiche, dal punto di vista professionale si occupa da diciassette anni di programmazione socio-sanitaria e da due, collabora con Federsanità Toscana sempre sulle stesse materie. Fin da giovane s’è interessata alla vita politica, e dieci anni fa è entrata in consiglio comunale col sindaco Marco Bonini: prima come capogruppo di maggioranza, poi nell’ultimo lustro come assessore e vicesindaco. Per lei, barghigiana, essere candidata significa «il pensiero di rappresentare la mia comunità. È un grande onore e al tempo stesso sento tutta la responsabilità di questo ruolo, anche perché nel mio comune sarebbe la prima volta». Per lei le differenze di genere in politica ci sono: «Se ad oggi solo il 14% dei sindaci italiani sono di sesso femminile, evidentemente un problema sussiste. L’impegno civile delle donne può contribuire a porre certe questioni in maniera più significativa ed incisiva, per un’effettiva democrazia paritaria non solo nelle istituzioni, ma anche nella vita economica e sociale». Ecco dunque che dal suo punto di vista il valore aggiunto delle donne in politica, s’ispira alle «responsabilità pratiche» affrontate nella vita quotidiana. Primo suo appuntamento qualora dovesse diventare sindaco, il giorno dopo l’elezione sarà «fare il giro di tutte le scuole del territorio, per salutare i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze, visto che rappresentano il nostro futuro».
Cristina Benedetti
Medico veterinario, da 23 anni guida un ambulatorio a Diecimo. È entrata in consiglio comunale a Borgo nel 2004: nel primo mandato s’è occupata d’ambiente e rifiuti, nel secondo di urbanistica. Alle amministrative di dieci anni dopo, è entrata all’opposizione. Sulla scesa in campo come prima cittadina, Benedetti così la motiva: «Ho deciso di candidarmi perché, dopo 15 anni di impegno da consigliere ed assessore, ritengo d’avere la giusta esperienza e la competenza per essere un ottimo sindaco. Non ci si improvvisa. Essere candidata nel comune in cui vivo, lavoro e cresco i miei figli, per me è un onore ma soprattutto un’occasione per migliorare il mio territorio e la vita di chi lo abita». Per lei, nonostante «diverse leggi abbiano cercato di migliorare la parità di genere in politica, non ci sono stati gli effetti sperati. Le quote rosa sono sicuramente un ottimo punto di partenza, ma se non accompagnate da altri interventi rimangono inutili per ampliare la fetta di donne elette». Per Benedetti serve lo «sviluppo d’una cultura della parità. Le donne sanno prendersi a cuore i problemi con maggiore sensibilità», e per i cittadini mettono a servizio «un’ancestrale capacità gestionale: la stessa con cui amministriamo, da sempre, con parsimonia e politica del fare, le risorse economiche e finanziarie delle famiglie». Qualora dovesse essere eletta, ecco i primi impegni: realizzare «un asilo nido nel capoluogo», e curare le frazioni.
Lucia Rossi
«Vengo da un’esperienza amministrativa di 15 anni col sindaco Mario Puppa, prima come assessore con delega a istruzione e politiche sociali poi, nell’ultimo quinquennio, in veste di capogruppo della maggioranza». Così inizia a raccontarsi la sfidante a Careggine, ragioniera, volto che ha sempre «partecipato con passione alle numerose iniziative e progetti che hanno cambiato il nostro Comune». Per Rossi, scintilla è stata la vicinanza al suo territorio e i componenti della lista. «Significa -prosegue- concretizzare il lavoro di 15 anni: nello spirito di aiutare, ma in maniera ancora più diretta, cittadini e tutto il territorio comunale». Le differenze di genere in politica ci sono? «A malincuore devo rispondere sì. La politica italiana è ben lontana da essere luogo in cui donne e uomini hanno lo stesso peso, un problema culturale che ha radici profonde e vecchie nel tempo. In tutte le assemblee di rappresentanza, quantità e qualità degli incarichi delle donne è sempre stata inferiore rispetto agli uomini». Qualche passo è stato fatto, «ma la strada è ancora lunga. La presenza della donna in politica è di per sé un valore aggiunto, non può che migliorare l’intero sistema». Non indica virtù: «Donne e uomini hanno stessi diritti e capacità». Quali, in caso di vittoria, i primi appuntamenti? Creare eventi ad animare l’estate di Careggine, poi «far partire da subito il grande cantiere degli interventi».
Silvia Bianchini
Di Castelnuovo, da tempo s’occupa di grafica pubblicitaria, editoria, stampa. La sua esperienza amministrativa inizia cinque anni fa su impulso dello zio, allora assessore. Un lustro è passato: «una piccola, ma significativa esperienza come consigliera d’opposizione. Vivo la politica come servizio e con un grande senso di responsabilità verso la mia città». Perciò, oggi esser scesa in campo significa “lanciare una sfida”. «Troppo spesso -spiega- le donne si tirano indietro perché già sovraccariche di responsabilità: la casa, famiglia, lavoro, pensano a tutto e spesso delegano gli affari politici agli uomini. Davvero troppo poche, le prime cittadine». Forse un tempo, per Bianchini, esistevano differenze di genere in politica. «C’è da dire che le donne che oggi decidono d’occuparsi di politica sono estremamente valide, ma ancora troppo poche. A dimostrazione di questo è la necessità, tutt’oggi, di una legge che per colmare tale gap ci impone le famose quote rosa». Bianchini il valore delle donne lo indica come «sensibilità, capacità d’ascolto, organizzazione, un valore aggiunto che portiamo anche in altri ambiti lavorativi». Infine, suo primo punto qualora gli elettori dovessero sceglierla è occuparsi«della questione sociale che in particolare a Castelnuovo necessita attenzioni speciali poi, ovviamente, tanto altro mirato a migliorare il benessere dei cittadini e della città nel quotidiano».
Raffaella Mariani
È una geologa che ha svolto la professione fino all’ingresso in Parlamento nel 2001. E a Roma è rimasta dov’è rimasta sino a marzo 2018. L’impegno politico di Mariani parte, «quando nel ‘94 mi sono candidata per la prima volta alle provinciali. Eletta, sono stata all’opposizione per due anni, per poi tornare a candidarmi ed essere scelta: sono stata assessore, fino al 2001». Oggi la sfida (in solitaria) per diventare sindaco di San Romano è «responsabilità, onore, orgoglio e preoccupazione. Provo insieme tutti questi sentimenti. Come sempre, partirò dai più deboli, dalla sostenibilità sociale e ambientale». «Eccome se ci sono», esclama sulle differenze di genere: «Dobbiamo impegnarci tutti e parlo anche agli uomini che dicono d’essere impegnati con noi in questo, per costruire sia in politica o in ogni altro ambito, una partecipazione più equilibrata tra i generi. Ne trarremo profitto non solo noi donne, ma l’intera società». Il contributo femminile, Mariani lo vede un «modo diverso di pensare, approfondire e perseguire gli obiettivi condivisi. Siamo ancora percepite come una novità in politica, eppure abbiamo dimostrato di essere affidabili e dotate di una sensibilità che ci avvicina con maggiore empatia ai problemi delle persone». Se sarà sindaco primo ordine del giorno sui giovani, «i deboli di questi nostri anni». «Obiettivo di medio termine - conclude -, ma importante, sarà, di concerto con l’Azienda sanitaria Toscana nord-ovest, l’adeguamento strutturale del complesso di Villetta ex Villa Grassi Landi: per l’assistenza post ospedaliera degli anziani e per persone disabili che, persi i genitori, rimangono sole». —
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