Il Tirreno

Lucca

Al liceo Vallisneri un progetto per studiare l’antico acquedotto

Al liceo Vallisneri un progetto per studiare l’antico acquedotto

Gli alunni con le docenti Caprio e Bigini hanno affontato un percorso didattico molto interessante e propositivo

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lucca. Hanno prima studiato un luogo vicino a loro, ma sconosciuto ai più, come il Tempietto del Nottolini. Lo hanno studiato, dal punto di vista artistico e storico, hanno preso visione - documentandosi anche attraverso gli articoli di giornale che ne hanno scritto nel corso degli anni - sul suo progressivo degrado.

Gli studenti delle classi terza e quarta D del liceo scientifico Vallisneri di Lucca, grazie alle loro insegnanti Carla Caprio e Silvia Bigini (progetto concordato con la dirigente scolastica Monica Ceccherelli) hanno potuto così, oltre che compiere un percorso didattico, anche avere un’occasione per affinare la propria coscienza ambientale e la propria sensibilità verso i luoghi d’arte.

È stato un percorso avvincente, entusiasmante, di cui i ragazzi sono stati protagonisti. Hanno fatto sopralluoghi, sono andati a esaminare studi, carte, articoli di giornate, tesi di laurea sull’argomento.

Il progetto è stato promosso dal liceo scientifico Vallisneri durante l’anno scolastico 2018/2019: il progetto è stato battezzato “AcqueDotte – Etica Estetica Memoria dell’acquedotto del Nottolini a Lucca”.

L’attività era rivolta rivolta infatti agli studenti del triennio e finalizzata, come recita il progetto redatto dalle insegnanti, «alla sensibilizzazione dei cittadini, con l’obiettivo di rivitalizzare e valorizzare l’acquedotto del Nottolini».

L’attività inoltre è rientrata nei piani di intervento per un’istruzione di qualità sostenuta dal Miur tramite i finanziamenti Europei.

I 120 studenti protagonisti di questo progetto hanno operato, in modo analitico, su quattro moduli.

Il primo modulo ha permesso agli studenti di entrare in contatto con l’acquedotto, attraverso un sopralluogo e di effettuarne la ricostruzione storica.

Nel corso del secondo modulo, invece, sono stati intervistati i sindaci di Lucca e di Capannori e si è attivata la collaborazione con gli alunni della scuola primaria di Guamo dell’istituto comprensivo Don Aldo Mei.

In questo contesto gli studenti del Vallisneri hanno evidenziato il legame che unisce i cittadini all’acquedotto attraverso testimonianze di nonni e genitori.

L’obiettivo del terzo modulo, è stato quello di informare e di sensibilizzare la cittadinanza sul valore identitario dell’acquedotto attraverso la stampa, il web e i social.

A questo proposito un gruppo di studenti ha creato l’account Instagram @acquedotte_lucca, per avvicinare un pubblico sempre più vasto: chiunque ha potuto dare il proprio contributo utilizzando gli hashtag #acquedotteLucca, #Nottolini e #acquedotteNottolini.

Al termine di questo terzo modulo, lunedì 8 aprile è stato organizzato un evento al liceo Vallisneri, come ulteriore attività di promozione di questo bene e del contesto ambientale in cui si colloca.

Con il quarto modulo, infine, è stata elaborata una proposta di riqualificazione e di valorizzazione dell’acquedotto del Nottolini da presentare al territorio.

Partner del progetto sono stati Archivio di Stato Lucca, Archivio Fotografico Lucchese, Comune di Capannori, Comune di Lucca, Domus romana, Fondo Ambiente Italia (Fai), Fondazione Campus Accademia del Turismo di Lucca, Fondazione Promopa, Fondazione Ragghianti, Geal, Istituto comprensivo don Aldo Mei, Provincia di Lucca, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Lucca e Massa Carrara, Università degli Studi di Firenze Dipartimento di Architettura

Il giornale Il Tirreno è stato uno dei media partner che hanno affiancato e sostenuto il progetto, anche grazie a incontri che i giornalisti della redazione di Lucca hanno avuto con gli alunni.

Nell’occasione, sono “saliti in cattedra” e insieme alle insegnanti e agli alunni hanno dialogato in particolare sulla parte giornalistica del progetto, quella finale, dal momento che le conclusioni e le proposte venute fuori da questo percorso sono state “confezionate” dagli alunni nella modalità di articoli giornalistici: quelli, appunto, che si possono leggere in queste pagine. Un elemento di novità rispetto a un progetto tradizionale, che ha saputo tirare fuori dai ragazzi davvero il meglio, della loro brillantezza e freschezza, della loro curiosità e voglia di scoprire sempre nuove esperienze, per diventare buoni cittadini. —

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