Sicurezza
In Lucchesia oltre 100 casi
Le vittime sono per lo più pensionati che hanno investito in diamanti i propri risparmi «Il Gruppo Bpm non apre al dialogo»
LUCCA. Da un lato ci sono i bancari, dall’altro i consumatori. Questi ultimi se ne stanno un po’ in disparte: si sentono fregati dalle banche e non amano farne motivo di vanto. A parlare per loro ci sono i rappresentanti delle associazioni di consumatori: «In provincia di Lucca stiamo seguendo una quarantina di casi – spiega Fabio Coppolella, presidente provinciale di Federconsumatori Lucca – Le cifre vanno da 9 a 66mila euro, in media chi investiva in diamanti impegna una cifra compresa fra 15 e 20mila euro. Chi sono le vittime di questo raggiro? Si va dal commerciante al pensionato, con quest’ultima tipologia che è decisamente prevalente, ma stiamo trattando anche i contenziosi di alcuni dipendenti del Gruppo Bpm che hanno acquistato in proprio dei diamanti. A dimostrazione che i bancari erano convinti della bontà dell’investimento che proponevano al cliente e sono parimenti vittime di quanto accaduto. Sono capitati anche casi di persone che avevano ereditato i diamanti dai genitori. Con la banca non c’è nessun rapporto contrattuale – prosegue Coppolella – Erano semplici intermediairi ma l’Antitrust ha sanzionato gli istituti di credito per non aver dato sufficienti informazioni. Vogliamo aprire un tavolo con Bpm: il 13 maggio il gruppo ha convocato a una riunione sia le associazioni che i sindacati dei dipendenti ma non si è trovato alcun accordo. Manca la volontà di dialogo che invece abbiamo riscontrato con altri istituti di credito».
In piazza era presente anche Loretta Pellegrini, della sezione Adusbef Lucca: «Come associazione stiamo seguendo qualche decina di casi in provincia – spiega – Con Bpm abbiamo tentanto la mediazione per alcune situazioni ma non offrono mai cifre soddisfacenti (dal 30 a massimo il 50%). I casi più eclatanti? Qui su Lucca abbiamo un paio di pensionati che hanno investito circa 100mila euro in diamanti. Una bella fregatura per loro».
Non solo lucchesi. In mezzo alla folla spunta anche Marco Brogi, presidente della Adiconsum di Livorno: «Abbiamo avuto qualche centinaio di clienti truffati – dice – Mi fa piacere che anche i lavoratori del credito si siano messi a fianco dei lori clienti, a dimostrazione che quello che stiamo portando avanti nel tavolo di conciliazione con Bpm è realtà. La testimonianza dei lavoratori, il resoconto del clima in cui lavoravano sarà elemento decisivo in questa trattativa. In maggioranza i clienti truffati sono piccoli risparmiatori, ma un po’ tutti sono stati interessati perché il prodotto era “ghiotto”, almeno per il modo in cui veniva presentato. La banca per ora offre rimborsi bassi: noi pretendiamo il 100% di quanto è stato investito dai risparmiatori». —
G.P. A.B.
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