Il Tirreno

Lucca

LA PRECISAZIONE 

Il vigile urbano non è a processo ma sarà giudicato a giugno dal gup

Il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio per Boni  accusato di peculato  dalla denuncia presentata   dalla polizia municipale

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LUCCA. Non c’è nessun rinvio a giudizio. Almeno per il momento. Come afferma l’avvocato Cinzia Barbetti, legale di Giordano Boni, il vigile indagato con l’accusa di peculato, il suo assistito sarà chiamato a giugno davanti al giudice dell’udienza preliminare sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pubblico ministero con la possibilità che in questa fase di giudizio intervengano riti alternativi al giudizio ordinario.

«Voglio chiarire - si legge nella nota inviata dall’avvocato Cinzia Barbetti - che il procedimento penale a carico del mio assistito non è stato originato da una denuncia presentata dal proprietario delle banconote sottratte, ma dall’iniziativa del comando di polizia municipale con una “comunicazione di notizia di reato” depositata in procura circa 20 giorni dopo i fatti, contro ignoti. Infatti, manca inspiegabilmente il verbale di restituzione dello stesso al legittimo proprietario». Quindi non è chiaro ad oggi chi ricevette il portafogli.

L’avvocato Barbetti prosegue sottolineando che: «Il signor Boni è il protagonista dell’articolo “vigile sospeso per 45 giorni faceva il messo notificatore” che rievocava i contrasti tra il mio assistito e l’ex comandante della polizia locale, Stefano Carmignani, come ripercussore di ben più scottanti vicende accertate e interne al comando. Ebbene, avverso al procedimento disciplinare accennato, il signor Boni ha proposto ricorso dinnanzi al giudice del lavoro che è in attesa di definizione.

«Mentre il procedimento penale attivato nei suoi confronti dall’ex comandante per i reati di truffa aggravata e peculato è stato archiviato con provvedimento gip del 28 settembre 2017 a seguito di richiesta di archiviazione avanzata dal pm perché “non vi fu alcuna prova” dei reati e perché “sono stati addebitati comportamenti in sé non costituenti reato”. Il tutto a seguito di interrogatorio del signor Boni e prima della chiusura indagini». —

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