Sicurezza
«Il sottopasso porterà i camion dove non possono passare»
Bretellina: comitato paesano e l’associazione La Piana per l’Uomo all’attacco «La classificazione non consente i mezzi pesanti su quel tratto di Sarzanese»
CAPANNORI. «No al sottopasso per il passaggio dei camion in via di Tiglio a Pieve San Paolo»: c’è un altro fronte caldo (oltre a quelli di Tassignano e San Margherita) sul tema “bretellina”.
Il locale comitato paesano di Pieve San Paolo e l’Associazione “La Piana per l’Uomo”, contestano infatti alcuni aspetti dell’opera, considerata inammissibile in una strada in cui è vietato il transito ai mezzi pesanti. Comitato e associazioni avevano già presentato un esposto con una relazione sulla sicurezza della Sr 439 Sarzanese Valdera nella frazione di Pieve San Paolo. Relazione e inoltrata all’amministrazione comunale di Capannori il 2 luglio dell’anno scorso e poi consegnata personalmente al sindaco Menesini il 20 agosto.
«All’amministrazione – scrivono Comitato e Associazione – è stato esplicitamente richiesto un aggiornamento del piano urbano del traffico alla nuova normativa e il recepimento degli obiettivi e degli indicatori fondamentali delle direttive ministeriali per la redazione, adozione e attuazione dei piani urbani del traffico sulla sicurezza stradale. Il piano del traffico del Comune di Capannori, approvato dalla giunta il 4 febbraio 1999, non è stato aggiornato da vent’anni e quindi è obsoleto».
«Nel progetto per la realizzazione del sottopasso ferroviario – continua la nota – Rfi ha affermato che la regionale 439 nella frazione di Pieve San Paolo “è caratterizzata da dimensioni che la rendono assimilabile alla categoria F”. Anche se la classificazione è sovrastimata (almeno in un tratto la carreggiata si riduce a meno di 5 metri, in curva e a ridosso di un incrocio) la categoria F non consente comunque il passaggio del traffico pesante. Quindi la costruzione di un sottopasso per mezzi pesanti dove non è consentito il transito di questi mezzi può configurare un’ipotesi di danno all’erario. Danno amplificato dal fatto che, non essendo possibile costruire un sottopasso per il traffico pesante nell’attuale sede stradale, si impone la necessità di costruire una bretellina e un’importante viabilità di servizio, con ulteriore spreco di denaro e territorio senza liberare dal traffico la frazione. Tutto questo, in futuro, imporrà nuovi interventi a tutela della sicurezza e della salute degli abitanti e per non pregiudicare la stabilità degli immobili costruiti in zona».
Comitato e Associazione avevano inviato un documento per sottolineare l’inadempienza del Comune alla prefettura e, prima ancora, alla Regione. Ma senza esito: «A oggi i cittadini non hanno ricevuto alcuna risposta e neppure sono a conoscenza di iniziative delle istituzioni per risolvere le gravi criticità e ottemperare alle disposizioni di legge. Con buona pace della democrazia della quale molto si parla ma poco si pratica». —
Nicola Nucci
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