Lutto
Sulle Mura sono spuntati giganteschi alberi bronzei
Sono le opere dello scultore Andrea Roggi in un percorso tra Lucca e Pietrasanta. La mostra prenderà il via il 12 giugno con un vernissage aperto al pubblico
LUCCA. Sono “spuntati” giganteschi e inconsueti alberi bronzei sulle Mura urbane, sui baluardi San Frediano e San Donato, inpiazza Anfiteatro. L’autore delle sculture è Andrea Roggi, originario di Castiglion Fiorentino, in provincia di Arezzo, artisticamente molto legato a Lucca, dove ha scelto di esporre i suoi capolavori, studiando i luoghi della cinta muraria che gli sono apparsi più appropriati per far risaltare il frutto di anni di lavoro. Sculture che l’artista “firma” all’estremità con una piccola sfera di bronzo polito che risalta per la straordinaria lucentezza. In tutto sono una decina le opere monumentali incastonate sui baluardi e lungo le cortine delle Mura, nel chiostro del Real Collegio e in piazza Anfiteatro, dove prende il via il percorso espositivo che idealmente si conclude nel laboratorio-galleria dell’artista a Pietrasanta. E poi cinquanta sculture in formato medio-piccolo, esposte nella casermetta San Frediano che dal 12 giugno al 30 settembre sarà aperta al pubblico (tutti i giorni in orario 11-20, ingresso libero).
È Terra Mater, straordinaria personale dell’artista che la critica definisce “virtuoso del bronzo”, capace di coniugare la sapienza della tecnica a soggetti che oscillano tra figurazione e trans-figurazione spirituale ed emotiva, dove la natura è celebrata in tutta la sua potenza.
Nato come pittore figurativo, Roggi ha seguito un lungo percorso artistico prima di affrontare la scultura e oggi uno degli scultori più apprezzati. I suoi non sono stati studi accademici, ma legati alla chimica che gli è stata utile per imparare le tecniche di fusione. Non ama la mondanità, ma preferisce il calore della sua casa e la compagnia della moglie Carla, da sempre sua preziosa consigliera e dei figli Elia, 25 anni che gestisce la galleria di Cortona e Giacomo, 21enne che ha intrapreso la strada della fotografia. Una mostra diffusa di grande effetto visivo, quella di Lucca, curata da Claudio Della Bartola, responsabile dell’associazione “Il giusto della vita”, realizzata con il patrocinio del Comune di Lucca e della Regione Toscana.
«Qual è il significato della mostra?». La domanda è al maestro Roggi, in una pausa dell’allestimento della mostra che prenderà il via ufficialmente il 12 giugno: il vernissage aperto a tutti si svolgerà alle 17 nella sala del Capitolo, nel Real Collegio. «Terra Mater, ovvero Madre Terra - spiega Roggi - è un unicum di tutti gli elementi della natura che si legano alla spiritualità e alla sensibilità dell’essere umano. Emblema della fertilità e fonte divina di ogni nascita che dà e sostiene la vita e che a lei torna per rinascere come nei cicli della vegetazione, la Grande Madre è anche una divinità femminile presente in quasi tutte le mitologie e rappresenta la “terra” e il “femminile” inteso come mediatore tra l’Umano e il Divino». Terra Mater è anche il nome dell’opera più significativa della mostra, realizzata con una tecnica ideata e brevettata da Roggi. Altre sculture trasmettono suggestioni e inducono a riflettere. «L’Albero della Vita - conclude Rossi - è tra le opere più espressive, perché evidenzia l’elemento vitale nelle radici e nei rami che ho voluto rappresentare in più sfaccettature che mettono in luce i vari aspetti del ciclo vitale dell’uomo e della natura». —
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