Sicurezza
Cinipide: l’allarme resta forte Appello per i lanci dell’antagonista
L’opposizione chiede di sapere cosa è stato fatto in questo periodo per difendere i castagni dall’attacco dell’insetto
BAGNI DI LUCCA. Forte preoccupazioni nelle frazioni montane per il flagello del parassita che uccide i castagni. Dopo essersi parzialmente arrestata, la diffusione dell’epidemia che fa seccare le foglie e poi le piante sembra essere ripartita. Drammatica pare in particolare la situazione nei boschi della zona di Boveglio, dove si stanno perdendo splendide piante secolari. Un danno enorme per i castanicoltori e anche per chi raccoglie e commercializza i funghi, che tendono a scomparire nelle zone dove i castagni non hanno più foglie.
Negli anni passati si provvedeva per tempo al lancio di insetti antagonisti del parassita e la piaga cominciava a essere contenuta. Ora il gruppo consiliare di minoranza “Un futuro per Bagni di Lucca” in un’interpellanza chiede se anche quest’anno i lanci siano stati programmati e se siano partiti. «Da quanto sappiamo – dice la lista guidata da Claudio Gemignani – l’Unione dei Comuni della Garfagnana, aveva a disposizione dei lanci, ma a oggi non ci risulta ce ne siano ancora stati nel nostro territorio. La nostra Regione, da un dato del 2014, risulta una delle più attive, con ben 114 lanci dell’antigene». Possibile che nel Comune di Bagni di Lucca si sia arrestata la lotta alla «malattia del Castagno, l’attacco del cinipide che ha non solo causato danni alle piante, ma anche al frutto (la castagna), alle colture e a tutto un comparto che per questo è andato in crisi? Quest’anno l’amministrazione ha previsto dei lanci del Torymus sinensis?». In Toscana si riscontra che la velocità di propagazione del Torymus è superiore alle più rosee aspettative in quanto il nostro ambiente si è rilevato più confacente rispetto all’area del Cuneese dove per primi hanno iniziato la sperimentazione. Ma la battaglia rischia di rivelarsi inutile se interrotta. —
E.A.
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