Sicurezza
Abbattuta la casa abbandonata per ampliare la scuola
GALLICANO. Pochi rimpianti, qualche ricordo, la voglia di un nuovo asilo, e anche una grigia giornata tipicamente autunnale, a dispetto della stagione primaverile, hanno fatto da contorno alle operazioni di demolizione della casa in via Serchio per far spazio alla nuova ala della scuola materna.
Una giornata intera di lavori, con ruspe e attrezzature adatte, per abbattere quel gigante di oltre 200 metri quadri abbandonato da anni e che, di fatto, costituiva una fonte di pericolo. La pioggia, paradossalmente, ha agevolato le operazioni, perché ha evitato che si disperdessero polveri e residui nelle strade circostanti. Il sindaco David Saisi, assieme al vicesindaco Dino Ponziani, hanno seguito tutto l’iter, e l’azienda Vando Battaglia Costruzioni di Molazzana ha poi eseguito le prime operazioni di rimozione: “È stata portata via una parte del materiale abbattuto – spiega Ponziani – e resta ancora del materiale necessario per fare la caratterizzazione. È stato fatto tutto nei modi e nei tempi previsti, anche perché molto tempo fa si è provveduto a smaltire l’amianto e gli altri materiali pericolosi presenti nell’area, nell’interesse dei bambini ospitati nell’asilo vicino».
L’immobile, fu costruito nel 1953 coi fondi riservati per le proprietà contadine, ed è stato casa della signora da tutti conosciuta in paese come Fidelina, e di sua sorella Irene, esperte sarte specializzate in corredi. Di fatto, la casa di via Serchio ha poi subìto molte trasformazioni nel tempo, perché già molti anni fa una porzione del giardino fu espropriata dal Comune per ampliare il giardino della confinante scuola materna.
Adesso, tutto è pronto per l’edificazione del nuovo plesso che sostituirà l’attuale asilo comunale, realizzato negli anni Settanta e oggetto di molti lavori. Come previsto, grazie a un contributo di 1,4 milioni e rotti arrivati dal ministero dell’Interno, l’edificio sarà a norma per l’antisismica, e inoltre sarà realizzato un nuovo parcheggio everrà allargata la sede stradale, eliminando la strozzatura che, nelle ore di uscita e con la presenza degli scuolabus, creava problemi di sicurezza. —
Nicola Bellanova
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google