Lutto
In più di 100 sotto la pioggia per dire no alla “bretellina”
Il maltempo non ferma la protesta contro la nuova tangenziale e gli espropri Il corteo guidato dal comitato viabilità si ferma davanti a piazza Aldo Moro
La pioggia non ha fermato la manifestazione contro gli assi viari e la bretellina via Chelini-Pip di Carraia. Un centinaio di persone (quasi duecento per gli organizzatori), nonostante un cielo inclemente, sono partite dalla chiesa di Tassignano sfilando fino in piazza Aldo Moro, davanti al Municipio. A scendere in strada contro quella che viene definita “la nuova tangenziale di Capannori” ci sono gli esponenti del comitato che riunisce residenti di Paganico, Tassignano, S. Margherita e Pieve San Paolo, ambientalisti e quei cittadini che vedranno la loro casa abbattuta per fare spazio al raddoppio ferroviario e alla nuova viabilità. Al corteo organizzato dal comitato per una viabilità sostenibile hanno aderito anche i candidati sindaco Salvadore Bartolomei (centrodestra), Simone Lunardi (5 stelle) e Daniele Boschi (Casapound).
Piove forte alle 10, orario di ritrovo per la partenza, e il corteo rischia di saltare per le avverse condizioni meteoreologiche. Poi, rotti gli indugi (“Allora si parte?” domanda il presidente del comitato Marco Tardelli, dubbioso se rinviarla a sabato 25 alla vigilia del voto), i manifestanti si incamminano in direzione piazza Moro, con in testa alcuni trattori (sul piede di guerra anche gli agricoltori della zona che temono danni per le loro attività dalla nuova superstrada), scortati dalla polizia municipale. Fischietti e striscioni eloquenti, da “Ci siamo rotti i polmoni” a “Sì sottopassi, no nuovi assi”, da “Tassignano, santa Margherita, Pieve san Paolo e Carraia rovinati” a “Espropri a tavolino li vuole il Menesino”.
A differenza della manifestazione di un anno fa però il corteo si ferma prima, con il gruppo che si schiera davanti alla piazza, senza entrare dentro, per “non profanare questa stupenda opera” ironizza Tardelli. Smette di piovere ma non la pioggia di slogan e cori contro la scelta del sindaco Luca Menesini di andare avanti con la bretellina (una strada di categoria C1 larga dieci metri per auto e camion), «un altro obbrobrio che questa amministrazione ha voluto portare avanti. Non fa parte di nessun strumento urbanistico, è stata inserita dentro il raddoppio ferroviario senza essere ad esso funzionale», dicono i rappresentanti del comitato. «Il sindaco Menesini dice che difendiamo interessi privati, ma siamo qui per difendere il territorio, le nostre case e i nostri diritti», scandisce Mauro Paoletti.
Una posizione contraria anche sull'impatto del progetto di Rfi sul raddoppio, con «38 edifici abbattuti tra case e annessi», e sugli assi viari. «Purtroppo sembra che ormai i giochi per gli assi viari siano chiusi - dice Tardelli a nome del comitato - il parere del Comune appare ininfluente ed Anas, insieme alla Regione, tira dritto. L’unica alternativa è cancellare completamente il progetto e riscriverlo da capo». Una "rivoluzione" che per il comitato non porterà «nessuna ridistribuzione del traffico, le maggiori aziende della Piana completamente ignorate dal percorso, più di mille espropri, pozzi artesiani tombati, barriere e infrastrutture a pochi metri dalle abitazioni, falde acquifere compromesse, asfalto e smog tra le case, attività agricole messe in ginocchio». Un giudizio tutt’altro che lusinghiero, insomma. —
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