Il Tirreno

Lucca

TRIBUNALE 

Cornacchia attacca magistrati e dipendenti all’uscita dall’ufficio

L.T.
Cornacchia attacca magistrati e dipendenti all’uscita dall’ufficio

Appollaiata su uno degli alberi sul lato di piazzale S. Donato a difesa del piccolo caduto dal nido e incapace di volare

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LUCCA. Stavolta il corvo che si agita fuori dal palazzo di giustizia della nostra città non è un mitomane, autore di messaggi anonimi magari con accuse rivolte ai magistrati. Il corvo anzi, la cornacchia, è un uccello vero dotato di ali e piume che volteggia sopra l’edificio del Galli Tassi. E la scena che si offre di tanto in tanto ricorda, almeno in minima parte, il film «Gli Uccelli» uno dei capolavori del maestro del brivido, Alfred Hitchcock. Solo che non siamo nella città immaginaria di Bodega Bay e non si gira il remake della celebre pellicola che regista britannico. Siamo nel centro storico. Esattamente nel parcheggio lato piazzale San Donato all’interno del tribunale Galli Tassi. Lì, appollaiata su una pianta secolare, c’è un esemplare di cornacchia femmina lunga una cinquantina di centimetri. L’uccello vira in picchiata ogni volta che qualcuno si avvicina all’albero. A farne le spese sono stati due magistrati e tre impiegate del palazzo di Giustizia. Sono usciti al termine di udienze e dopo avere timbrato il cartellino e mentre si avviavano alla macchina o all’uscita si sono visti piombare addosso e sorvolare la testa il pennuto gracchiante con il becco robusto, nero e leggermente ricurvo. E soprattutto con intenzioni tutt’altro che amichevoli. Risultato? Un fuggi fuggi generale con le impiegate spaventate che cercano di ripararsi il capo con le mani e con la borsa. Nessuno fortunatamente è finito al pronto soccorso. Ma la situazione spiacevole, dopo un primo momento di apprensione, ha avuto la sua logica spiegazione. L’animale aveva fatto il nido proprio sul ramo di quell’albero. E, improvvisamente, uno dei piccoli volatili era precipitato giù accovacciandosi accanto al tronco della pianta. Mamma cornacchia dall’alto vigilava che nessuno si avvicinasse troppo alla sua creatura. E chi, inconsapevolmente, aveva la sfortuna di passare accanto alla pianta - una volta uscito dalla porta secondaria collocata accanto all’aula 1 - si trovava a tu per tu con la cornacchia. Un incontro ravvicinato davvero poco edificante. La situazione è tornata alla normalità qualche giorno dopo quando il «cornacchino», finalmente, ha aperto le ali ed è tornato al nido. —

L.T.

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