Sicurezza
Grossi confermato presidente Nel consiglio entra Bartoli
L’assemblea annuale che si è tenuta a Prato ha chiesto con forza interventi sulle infrastrutture (a partire dagli Assi viari) e sullo smaltimento dei rifiuti
lucca. Giulio Grossi eè stato confermato presidente di Confindustria Toscana Nord nell’assemblea che si è tenuta ieri a Prato. Qualche cambiamento invece nel vonsiglio di presidenza: come vicepresidenti, accanto al confermato Daniele Matteini subentra ad Andrea Tempestini Francesco Marini, che nel precedente mandato ricopriva la carica di consigliere delegato. Novità anche fra i consiglieri delegati: confermata Cristiana Pasquinelli con la delega all'education, entrano Giorgio Bartoli con la delega ai rapporti istituzionali e Fabia Romagnoli con quella alla sostenibilità. Completano la squadra di presidenza i componenti di diritto, già presenti nel precedente mandato: Stefano Francesconi, Davide Trane e Stefano Varia.
Nel suo discorso Giulio Grossi ha lanciato i temi che sono stati oggetto di discussione nella successiva tavola rotonda moderata da Oscar Giannino. Strade, autostrade, ferrovie, intermodalità, sistema aeroportuale e un focus particolare sugli impianti di smaltimento dei rifiuti: questi gli argomenti toccati da Grossi nel suo intervento.
Le necessità infrastrutturali delle imprese sono state citate, ancor prima dell'avvio dell'intervento del presidente, in un video realizzato con le testimonianze di dodici imprenditori. L'elenco è lungo. Fra questi la terza corsia dell’autostrada A11, i cui lavori nella tratta Firenze-Pistoia dovrebbero partire entro il secondo trimestre 2020, i collegamenti su rotaia, con il raddoppio della linea ferroviaria Firenze-Viareggio. Poi la lista infinita delle infrastrutture viarie, dall’asse di penetrazione del porto di Viareggio agli assi viari di Lucca, ora nella fase di progettazione esecutiva; dalla tangenziale di Collodi, che potrebbe conciliare esigenze turistiche e produttive.
Un'attenzione particolare è stata prestata al capitolo rifiuti, definiti da Grossi, «un problema così grave e impellente da farci rischiare il fermo di molte delle nostre produzioni». Prima ancora di toccare il nodo cruciale degli impianti di smaltimento, il presidente di Confindustria Toscana Nord si è soffermato sulle opportunità, esistenti sul piano tecnico ma difficilmente concretizzabili sul piano normativo, di ridurre il volume dei rifiuti (250.000 tonnellate nell'area Confindustria Toscana Nord solo fra cartario, lapideo e tessile, cui si aggiunge un milione di tonnellate di scarti dell'edilizia) favorendo il riutilizzo.
«Come imprese - ha dichiarato Grossi - guardiamo con grande favore alla possibilità di sottrarre gli scarti di lavorazione al ciclo dei rifiuti, riutilizzandoli nella produzione. Incrementare la quota di riutilizzo sarebbe un vantaggio per l’economia e per l’ambiente: si limita il ricorso a materiali vergini, ci sono meno rifiuti da smaltire e quindi meno impianti di smaltimento da realizzare».
Sul piano tecnico, cominciare a riutilizzare, o allargare il riutilizzo già in atto, di molti materiali sarebbe possibile: dagli scarti del settore lapideo, alle terre e rocce da scavo (per le quali, in mancanza della norma che detti i criteri di recupero, la Regione ha bloccato tutte le autorizzazioni ordinarie agli impianti dedicati), fino agli abiti usati, si potrebbe fare molto di più se le normative consentissero percorsi più agevoli. «Pur essendo per noi fondamentale la politica del riciclo, si deve avere l’onestà intellettuale di ammettere che non tutti gli scarti possono essere riciclati o recuperati a livello di materia». Per questo servirebbero impianti di recupero energetico. —
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