Gioco
Fosso, croce e delizia di San Pietro a Vico «Vi raccontiamo la nostra vita sull’acqua»
Con l’innalzamento del livello dovuto alle centraline gli abitanti devono fare i conti con l’umidità e i problemi di sicurezza
Paolo da 34 anni abita nella sua casa di via dell’Acquacalda. Il muro di una stanza è lambito dall’acqua di un “vicino” un tempo silenzioso e lento: il fosso, croce e delizia degli abitanti di San Pietro a Vico, frazione “ai confini dell’impero” seppure disti dalle Mura di Lucca appena quattro chilometri. La vita di Paolo Bertocchini, membo del “Comitato del Fosso” ha cominciato a cambiare dal 2015 quando una delle tre centraline utilizzate per produrre energia elettrica è stata installata a due passi dalla sua casa. In un attimo quel vicino innocuo si è trasformato in un “fiume” impetuoso che scorre veloce, quasi sempre in piena. Tanto che il livello dell’acqua arriva quasi a toccare la finestra di una delle sue stanze. Ed ecco che in un attimo la sua è diventata una vita sull’acqua, con tutto quello che questo comporta. «Abito sul fosso a Molino di Mezzo - ha raccontato esasperato Bertocchini durante l’incontro di ieri di Caffè Tirreno al bar “Giorgina” di San Pietro a Vico - e vivo con una stanza sull’acqua. Prima dell’installazione delle centraline il livello dell’acqua del fosso era basso, era melmoso e putrido. Ora invece ci sono dei punti in cui l’acqua arriva a essere alta anche tre metri e poi scorre in maniera molto veloce tanto che fino a poco tempo fa c’erano le onde».
Nella casa di Bertocchini è comparsa l’umidità, poi sono arrivate le crepe. Inevitabile la consulenza con un geologo e un ingegnere. «Sono costretto a fare dei lavori di ristrutturazione - dice - perché la terra sotto è bagnata. Nessuno ci ha mai dato una mano in questa battaglia. Tanti animali sono stati trovati morti nelle acque del fosso: l’acqua scorre troppo velocemente perché potessero salvarsi. Il fosso non solo danneggia le case e i campi ma è un rischio anche per le persone. Pensiamo agli anziani o ai bambini. Ci sono dei punti in cui a separare il corso d’acqua dalla strada c’è solo un muretto. Forse quando ci scapperà il morto se ne accorgeranno». Di recente, vicino alla casa di Bertocchini, che si trova tra l’altro in una curva molto pericolosa, dei ragazzi hanno avuto un incidente in macchina e solo per miracolo non sono finiti nel fosso.
Poco più avanti abita invece Ilaria Tozzini: circa due settimane fa, è caduta in una voragine che si è aperta nel loggiato del Molino di Mezzo. La sensazione che si ha, entrando nel giardino della sua abitazione, è di essere su una zattera sospesa sull’acqua. «Ci hanno messo su un po’ di cemento - dice in riferimento alla buca nella quale è caduta - ma è uno strato sottile. Quello è un punto in cui ci passano anche con le moto. In queste condizioni è pericoloso: l’innalzamento del livello dell’acqua sta provocando dei danni. La mia casa è perennemente umida, il loggiato rispetto a prima è sempre bagnato: serve un’impermeabilizzazione. Ci sono delle infiltrazioni che provocano il deterioramento. Tanti abitanti di San Pietro a Vico hanno divuto spendere già tanti soldi per sistemare le proprie case». C’è poi l’impatto sull’agricoltura. Anche gli scoli dei campi infatti, stando a quanto riportano gli abitanti di San Pietro a Vico sono in sofferenza. «Mio marito ha un’azienda agricola - dice Lia Della Santa - il condotto pubblico è troppo alto, l’acqua picchia sui ponti, anche su quello della ferrovia. Ora tutti gli scoli dei campi sono invasi dall’acqua. Non hanno scavato per togliere la melma e questo è il risultato. In più in via dell’Acquacalda non c’è il poggio: è troppo pericoloso». Ai problemi di sicurezza legati alla “vita sull’acqua” si sommano quelli della sporcizia e dei rifiuti di cui il fosso è carico. I punti in in cui il livello dell’acqua è più basso sono delle vere e proprie discariche. Difficile ripulire vista la profondità e la velocità di scorrimento dell’acqua. «Eppure io sono costretto a tagliare la siepe - dice amareggiato Bertocchini - mi obbligano a farlo nel tratto della mia casa che lambisce il fosso». Con tutte le difficoltà (e i rischi) che questo comporta. —
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