Gioco
Viale Cadorna chiuso Disagi al traffico nelle strade attorno
LUCCA. Proseguirà, maltempo permettendo, fino a venerdì l’opera di abbattimento dei pini marittimi sul lato sud di viale Cadorna, completando l’opera avviata nel 2016, quando furono tolte le piante che caratterizzavano il lato opposto della strada. Un’opera propedeutica anche al rifacimento dei marciapiedi di quel lato del viale (come avvenuto su quello opposto, dove è stato realizzato anche un tratto di pista ciclabile) e all’installazione di nuovi alberi, meno invasivi rispetto ai pini e più adatti al contesto urbano.
Un’opera che, accanto alle inevitabili (ma anche abbastanza contenute rispetto al passato) polemiche legate all’abbattimento delle piante, è accompagnata anche da qualche disagio. Per poter buttare giù in sicurezza i pini è infatti necessario chiudere al traffico viale Cadorna, con un effetto domino sull’intera viabilità circostante che, in questi giorni, fa capire come questa strada, all’apparenza quasi di secondaria importanza rispetto alle altre direttrici, rappresenti invece una via di scorrimento fondamentale per quest’angolo di Lucca. Del resto è il collegamento principale tra i Viali e due strade importanti come via di Tiglio e via Romana e, nelle ore di punta, si apprezza in pieno l’importanza di viale Cadorna, con conseguenze sotto forma di lunghi incolonnamenti e traffico rallentato nelle strade circostanti. In particolare sui viali all’altezza della rotonda di Porta Elisa e anche sul primo tratto di viale Castracani, dove si concentra anche il traffico diretto dai Viali a via di Tiglio o alla via Romana, che non può in questi giorni, utilizzare via Cadorna. Un disagio destinato comunque a finire dopo l’abbattimento, venerdì dell’ultimo dei sedici pini (poi nei prossimi mesi partirà la seconda fase dell’intervento, con il rifacimento del marciapiede).
Già, i pini. Comprensibile un po’ di malinconia nel vedere venire giù le piante. Un intervento però inevitabile. Quel tipo di pianta, infatti, piantato in un gran numero in molte città nei primi anni del secolo scorso, una volta cresciuta si è rivelata inadatta al contesto urbano, con radici superficiali che, oltre a rovinare strade e marciapiedi, non garantiscono una tenuta solida al terreno. Questo, aggiunto all’altezza e alla massa rappresentata dalla chioma nella parte più alta, rende i pini marittimi piante instabili, indipendentemente dalle condizioni di salute. Insomma, il rischio di cadute improvvise era altissimo, come commenta l’assessore Celestino Marchini: «Dispiace, ma mi sono tolto un pensiero». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google