Toscana
L’effigie del Volto Santo sull’anello di monsignor Paolo
lucca. Si sapeva da tempo che il nuovo vescovo di Lucca sarebbe arrivato in città come pellegrino, percorrendo la via Francigena. Così la diocesi ha pensato di accoglierlo con un dono originale che gli ricordasse per sempre questo evento, ma anche la millenaria tradizione che lega la città che egli si appresta a guidare, da sempre meta di pellegrinaggi religiosi. Allora si è rivolta all’Antica Zecca di Lucca che ha accettato con entusiasmo l’incarico e in poco più di un mese ha compiuto un vero miracolo. Si tratta di un anello episcopale in argento 925 realizzato esclusivamente per l’occasione e consegnato direttamente al nuovo arcivescovo della città da Alessandro Colombini, presidente della fondazione Zecca, dove il manufatto ha preso forma.
L’idea è del maestro incisore Roberto Orlandi, allievo del compianto Giuliano Marchetti il quale, traendo ispirazione dalla Croce del Pellegrino (raffigurazione del Volto Santo dell’anno Mille), ha prima realizzato il bozzetto, poi, insieme alla collega Miriam Mazzali, il modello in cera e la straordinaria fusione che adesso brilla sull’anulare destro del vescovo Paolo. All’interno dell’anello è incisa la dicitura “Lucca, 12-05-2019” giorno d’ingresso del vescovo Paolo nella Diocesi di Lucca.
La Croce del Pellegrino era uno dei maggiori strumenti di diffusione dell’Imago Imperialis, il distintivo con l’effigie del Volto Santo che i pellegrini in transito da Lucca verso Roma acquistavano per celebrare il loro passaggio dalla nostra città e la personale devozione alla Santa Croce. Veniva cucito sulla veste o sul cappello, a testimonianza che avevano felicemente raggiunto la meta del loro faticoso cammino. I distintivi dei pellegrini con l’immagine del Volto Santo ritrovati in Francia, Inghilterra, Danimarca, Svezia e Norvegia, documentano un’ampia presenza di fedeli provenienti da tutto il continente europeo. —
Rossella Lucchesi
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