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Asilo a rischio, parla don Marek: «Decisione entro la settimana»

Federica Scintu
Asilo a rischio, parla don Marek: «Decisione entro la settimana»

L’immobile è di proprietà della parrocchia di San Macario e i genitori chiedono di mantenere il servizio. Il parroco: «Abbiamo avuto due proposte ma a preoccupare è il numero delle iscrizioni»

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LUCCA. Ormai è questione di giorni, di una settimana al massimo. La decisione della parrocchia, che dovrà stabilire se mantenere aperta la “storica” scuola materna San Giovanni Bosco di San Macario in Piano affidando il servizio a un nuovo gestore oppure interrompere il servizio e utilizzare l’immobile di sua proprietà «per esigenze pastorali», è davvero imminente. Anche perché i tempi sono stretti: sia per l’eventuale “soggetto” che dovrebbe subentrare alla cooperativa uscente, che per i genitori dei bambini iscritti sui quali incombe l’incognita di un trasferimento obbligato in un’altra scuola dell’infanzia. Questioni organizzative quest’ultime non secondarie che anzi incidono profondamente nella pianificazione familiare. Tant’è che sono stati proprio i genitori a farsi sentire chiedendo che questa scuola, che vanta una storia più che trentennale, non cessi la sua attività. L’hanno fatto prima con una raccolta firme che ha avuto 1.058 adesioni, poi partecipando alla riunione di giovedì scorso nella chiesa di Maggiano alla quale erano presenti anche il parroco di San Macario, don Marek Labuc e i membri del consiglio pastorale oltre alle quattro educatrici che rischiano di perdere il posto di lavoro.

«Stiamo ancora cercando una soluzione - ha detto don Marek Labuc - prendiamo in considerazione tutte le possibilità compresa quella di continuare l’attività della scuola dell’infanzia. La parrocchia è proprietaria dello stabile: l’asilo era parrocchiale fino al 2011 poi è subentrata la cooperativa che di fatto l’ha gestito fino a quest’anno. Ora noi ci troviamo davanti a un bivio - ha aggiunto - utilizzare lo stabile per esigenze pastorali oppure per la scuola. Se decidessimo di tenere aperto l’asilo avremmo bisogno che subentrasse un soggetto che è in possesso di una licenza. Per il momento ci sono due soggetti interessati: un privato e una cooperativa. Esamineremo i progetti e poi decideremo».

La paura di don Marek è che alla fine il numero di iscrizioni non sia sufficiente a coprire le spese di gestione della scuola dell’infanzia. «Io non sono contrario a mantenere aperta la scuola ma la cooperativa ha deciso di andare via perché non riusciva più a pagare l’affitto della struttura - ha detto - a causa delle poche iscrizioni tant’è che ci siamo trovati in una situazione di insolvenza. Adesso siamo a un bivio come ho detto ma dobbiamo valutare se ci siano le condizioni per accogliere la scuola. Questa settimana valuteremo attentamente le due proposte e poi prenderemo una decisione». Quest’anno la scuola dell’infanzia San Giovanni Bosco ha avuto una trentina di iscrizioni tra bambini che frequentavano l’asilo e bambini che partecipavano alle attività del dopo-scuola. —
 

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