Gioco
Chiusura pensando ai minori al Festival del volontariato
LUCCA. Seimila persone, 100 associazioni e 70 iniziative fra convegni e animazione: la piazza del volontariato ha vinto ancora la sua scommessa di contagiare la società con i valori della solidarietà. L’edizione 2019 si è chiusa ieri dopo aver animato Lucca per tre giorni con numeri importanti.
«Un ringraziamento –ha detto il presidente del Centro Nazionale per il Volontariato Pier Giorgio Licheri – va ai tanti volontari che hanno animato il Festival. Con le loro associazioni rendono possibile un evento capace di accendere i riflettori su un mondo fondamentale per tenere unito, o ricucire, la società. Lo abbiamo detto e ascoltato molte volte in questi giorni: il mondo del volontariato e in generale il terzo settore, sta vivendo un momento molto delicato in Italia. Serve un maggior dialogo con le istituzioni, per trovare soluzioni a problematiche aperte da troppi anni. Ci auguriamo che la voce alzata dal Festival contribuisca a fare in modo che ci sia un maggiore rispetto e riconoscimento da parte delle istituzioni a tutti i livelli».
La rassegna si è chiusa con l’appello e l’impegno a mettere al centro della politica e della società i minori e l’infanzia. E con la prima uscita pubblica del garante toscano per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza Camilla Bianchi. Al convegno “Missione imprescindibile: infanzia e nuove generazioni” hanno partecipato il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani e il presidente del tribunale per i minorenni di Firenze Luciano Trovato. Presente anche la rete toscana dei tutori dei minori stranieri non accompagnati, singoli cittadini che hanno deciso di accompagnare sulla strada dell’integrazione i minori senza genitori che sono arrivati nel nostro Paese: 200 in Toscana, 4mila in Italia, quelli già registrati al tribunale.
«Il volontariato –ha detto Camilla Bianchi– è un’idea di civiltà, ma ancora prima una fondamentale esperienza umana per le persone e per i giovani, un’esperienza che lega agli altri e al proprio territorio. La nostra società è ancora troppo poco impegnata a mettere in primo piano i diritti dell’infanzia e adolescenza. Serve un impegno continuo e una vigile responsabilità per garantirne il rispetto. L’ufficio che presiederò deve diventare un luogo aperto, luogo di ascolto e confronto in cui condividere, progettare e realizzare». —
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