Il dolore
Simonetta Giurlani tra profumi e libri «Con la scrittura siamo migliori»
Da poco è in edicola con “La pianista”, suo primo romanzo «Mandarlo a un editore è stato un atto di coraggio»
FLAVIA PICCINNI
Simonetta Giurlani Pardini è una donna bionda, con i capelli sempre in ordine, quella moderazione – così perdutamente e amabilmente lucchese - insita in ogni comportamento che non è vezzo, ma indole. Ricordo ancora quando la incontrai anni fa, quasi venti, a casa dello scrittore lucchese Andrea Bocconi. Portava i capelli un poco più corti di adesso, rideva con le labbra che le si arricciavano e aveva parole buone per tutti. Da allora Pardini non ha mai smesso di scrivere.
«Nonostante il lavoro non ho mai abbandonato la lettura e la passione per la scrittura» mi spiega. Da qualche settimana è in libreria con un romanzo grazioso, scritto con cura, che si intitola “La pianista” ed è stato pubblicato dal piccolo editore L’Erudita. Protagonista è Sara Sismondi, riservata ed illustre pianista vissuta all’inizio del Novecento, che intreccia la sua storia con l’agente immobiliare londinese Giulia. Lettere, viaggi e diari, fra Parigi e l’Argentina, sono un inseguimento fra le due che si intrecciano attraverso i luoghi e i tempi.
«Prima – mi spiega – avevo scritto molti racconti, ma solo questo primo romanzo ho deciso di inviarlo a un editore. Per me, che ho un carattere schivo e riservato, è stato un atto di coraggio perché, pur non avendo nulla di autobiografico, scopre molto di quello che amo e di ciò in cui credo. È un romanzo che parla di tre donne che non hanno nulla in comune, ma che per una serie di eventi impensabili si incontreranno, iniziando un cammino che farà scoprire ad ognuna di la verità su chi sono veramente, e le spingerà a divenire finalmente libere di vivere seguendo le proprie inclinazioni». Pardini sorride. «Nel mio romanzo un ruolo importante per arrivare a questa trasformazione è l’arte, in particolare la musica, perché penso che l’uomo attraverso i linguaggi dell’arte possa evolvere dando nuove risposte su se stesso e sul mondo che lo circonda». Ma non è solo la scrittura, una delle passioni di Simonetta.
«Ogni libro che ho amato – spiega - mi ha regalato quelle parole che non trovavo per esprimere i miei pensieri, nuovi punti di vista per capire me stessa, il mondo e il senso della vita. Quando leggo e quando scrivo, la cosa per me importante è la trasformazione, la crescita interiore. Riuscire a comprendere e affrontare le proprie ombre è fondamentale per non proiettarle più all’esterno. Questo è il primo passo per creare una società migliore composta da individui senza paure, pronti ad accogliere e a capire le diversità degli altri».
Le chiedo di raccontarmi di lei, di Lucca dove ha sempre vissuto, se si escludono i lunghi periodi fiorentini, e quelli trascorsi nella casa di Collodi dai nonni paterni. «La mia infanzia è stata solitaria e i miei amici erano i libri. Il primo che ho ricevuto è stato le Novelle di Andersen, è ancora qui sulla mia scrivania e ha una dedica scritta da mia madre che inizia così: A Simonetta nel giorno del suo primo compleanno, perché ami leggere e sappia sempre sognare …». È facile intuire che la scrittura era nel destino.
«Ugualmente importanti nella mia formazione sono stati i luoghi immaginati, come la soffitta della famiglia March in cui Jo , la mia preferita fra le sorelle di Piccole donne, si nascondeva per scrivere o come il Giardino Segreto che rivive grazie alle cure Mary e Dickon. Dopo aver letto quel libro ho imparato ad amare la natura e i fiori. Un amore che mi ha portato ad avvicinarmi la mondo del profumo e ad approfondirlo fino a farne una professione. Ho iniziato a lavorare quando i miei figli era già grandi, ho creato una linea di profumi SdL, Segreti di Lucca». Le chiedo ancora della nostra città, lei mi dice che le sarebbe piaciuto andare a Parigi, ma poi qualcosa ha scombussolato i piani, «appena finito il liceo, la vita mi ha regalato un sogno più grande: quello di diventare madre. Mi sono sposata, sei mesi dopo l’esame di maturità è nato Mario e qualche anno dopo Elisa». Anche per questo Simonetta si ferma a Lucca. «Abbiamo la fortuna di vivere in una città che ci immerge quotidianamente nella bellezza, un luogo magico in cui in questi ultimi anni c’è un grande fermento culturale. Purtroppo è proprio la letteratura che viene un po’ dimenticata. Eppure a Lucca nel passato sono nati scrittori di successo e ancora oggi qui vivono scrittori come Margherita Loy, Francesca Caminoli, Andrea Bocconi. Con gli ultimi due che ho nominato alla fine degli anni Novanta partecipai alla nascita di Oltre le Mura, un festival della letteratura che prese forma su spinta di Julio Monteiro Martins. Sarebbe stato bello proseguire, ma l’assessore alla Cultura, che in quel periodo era Roberta Martinelli, ci spiegò che non aveva soldi del Comune da investire. Eppure riuscimmo a realizzarlo per tre anni, portando a Lucca autori come Sepulveda, Magrelli, Cerami. Sarebbe bello e importante, se non necessario, restituirgli la vita». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
