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La banda di Segromigno celebra il ciclismo

Luca Tronchetti
La banda di Segromigno celebra il ciclismo

Gli orchestrali accompagnano lo chansonnier Manolo Strimpelli nel brano dedicato al suo idolo Giuseppe Saronni

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LUCCA. Il Giro d’Italia edizione numero 102 è iniziato ieri con il cronoprologo di Bologna e lo chansonnier de noantri, Manolo Strimpelli, il poliedrico artista pesciatino (vive a Pesciamorta) con origini lucchesi (mamma di Segromigno e babbo di Montecarlo) ha inciso un brano-omaggio al suo idolo giovanile: Giuseppe Saronni. Una marcetta dal titolo «La borraccia di Beppe Saronni» dedicata al nonno Albertino Berti detto «Bertolli» grande appassionato di ciclismo. Una canzone arrangiata ed eseguita con la filarmonica Giacomo Puccini di Segromigno in Monte. «La stessa banda che accompagnò, per suo espresso desiderio, mio nonno al camposanto» dice con un pizzico di orgoglio l’eclettico compositore salito alla ribalta della cronaca nella Primavera del 2017 dopo aver eseguito sotto la curva dei tifosi blucerchiati allo stadio Marassi di Genova - con indosso i panni di «Baciccia» il marinaio simbolo doriano - il brano «Solo e da sempre Sampdoria» diventato il nuovo inno del club.

«Per realizzare la canzone su Saronni ho chiamato il presidente della filarmonica, Andrea Petretti, che mi ha messo in contatto con il maestro Carlo Bardi. La fortuna ha voluto che anche lui sia un grande appassionato di ciclismo. Con una selezione di tube, sassofoni e trombe, abbiamo realizzato un promo finito su Youtube.

L’IDEA E L’INCONTRO

Strimpelli con questo brano ha realizzato un sogno: incontrare Beppe Saronni, il mito della sua adolescenza. Una marcetta ideale per il processo alla tappa, ma che la Rai si è fatta sfuggire. Sarà eseguita per la rete Eurosport. Fondamentale l’interessamento dell’ex inviato e giornalista Rai, Giorgio Comaschi, e dell’ex corridore professionista, Riccardo Magrini, che pedalava con Saronni. Dice Strimpelli: «Avevo 9 anni quando mio nonno mi venne a prendere con la sua Simca verde per portarmi a vedere la tappa a cronometro del Giro d’Italia 1981 da Empoli a Montecatini. Ero alle elementari e in spiaggia avevo la biglia di Saronni con cui giocavo sulla sabbia. Sognavo di emularlo: ma io in bici ero un disastro. A otto anni spinto dal nonno, con la promessa del gelato non appena tagliato il traguardo, partecipai ad una corsa a Chiesanuova. Eravamo in 5: giunsi quinto. Capii che non sarei mai riuscito a diventare come Saronni. Ma lui restava il mio idolo inarrivabile. Così alla cronometro quando Beppe gettò via la borraccia proprio vicino a dove mi trovavo lasciai la mano del nonno e come un cane da riporto mi gettai su quella borraccia che diventò per me un feticcio da conservare in eterno. Proprio l’altro giorno Comaschi e Magrini mi hanno fatto incontrare Saronni. È stato un tuffo al cuore quando si è commosso ascoltando il brano. Mentre eravamo lì, il cellulare di Magrini è squillato: era Francesco Moser, storico rivale e oggi produttore vinicolo. Voleva sincerarsi che le bottiglie inviate a Magrini fossero arrivate a destinazione». Immaginatevi la faccia quando gli hanno passato il suo storico nemico... —

Luca Tronchetti

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