Il Tirreno

Lucca

comitato per la viabilità sostenibile 

Nuovo corteo da Tassignano al municipio contro la bretellina

Contestata la posizione  del Comune, che da un lato  si oppone agli assi viari ma dall’altro dice sì a questo nuovo collegamento  

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CAPANNORI. Partenza alle 10 dalla chiesa di Tassignano per proseguire a piedi o in bici fino a piazza Moro davanti al municipio. Definito il percorso, a grandi linee lo stesso del giugno di un anno fa, del corteo di protesta organizzato per sabato 18 dal comitato per una viabilità sostenibile e la salvaguardia del territorio. Corteo che sfilerà per dire no alla bretellina, la superstrada che collegherà via Chelini all’altezza del cimitero di Tassignano fino alla zona industriale di Carraia e a via del Rogio, che per il Comune deve essere lo sbocco naturale dei mezzi pesanti che non devono più transitare dai centri abitati. Non la pensa allo stesso modo il comitato capannorese che ha dato vita a una dura battaglia con comunicati, cortei (il secondo dopo quello di giugno) e striscioni, ancora presenti nelle frazioni di Pieve San Paolo, Santa Margherita e Tassignano appesi dai residenti.

Una manifestazione nata a seguito anche della decisione della Regione Toscana di non sottoporre alla procedura di valutazione di impatto ambientale il progetto di raddoppio della linea ferroviaria Pescia-Lucca. Ma anche a causa della posizione, contraddittoria secondo il comitato, dell’amministrazione comunale di Capannori, che ha detto no agli assi viari ma sì alla bretellina Tassignano-Pip.

«Contiamo di mobilitare tante persone per dire no a un progetto assurdo e agli effetti devastanti su un territorio già critico e martoriato», dice il presidente del comitato Marco Tardelli.

Il comitato si dice non contrario al raddoppio ferroviario «che può essere un’opportunità se fatto bene e se utilizzato. L’esperienza però ci insegna che in questi anni, purtroppo, lo sperpero di denaro pubblico è stato maggiore delle opere fatte. Un esempio sono i tronchetti ferroviari, che sono qua dietro, inutilizzati da sei anni e coperti di rovi». —

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