Sicurezza
Aggredita un’operatrice Asl: sbatte la testa e perde i sensi
Al Campo di Marte una donna ha dato in escandescenze e l’ha spinta con forza. La vittima portata al Pronto soccorso. La Uil: «Il vaso è colmo, serve la vigilanza»
LUCCA. Ha cominciato a gridare, le ha preso il referto di mano, l’ha spinta contro il muro facendole sbattere la testa e se n’è andata lasciandola prima di sensi sul pavimento. Una scena di ordinaria follia quella che si è vista giovedì mattina alla Cittadella della Salute del Campo di Marte, dove un’operatrice di 57 anni è stata aggredita e buttata a terra da una signora sulla cinquantina che dal niente e senza apparente motivo ha dato in escandescenze.
L’ennesimo episodio di violenza ai danni degli operatori sanitari, che sempre più spesso si trovano a fronteggiare il malumore dei cittadini, incattivati da servizi non all’altezza, ma mai giustificabili per simili condotte da codice penale. Tanto meno in questo caso dove la signora ha perso le staffe senza una ragione. La vittima dell’aggressione – che per ironia della sorte è un’infermiera Rsu della Uil Fpl che raccoglie le firme per una legge a tutela degli operatori sanitari – ora è a casa con un collare ortopedico, un referto di una decina di giorni e l’incredulità di chi non riesce a capire come sia potuto accadere. . I fatti sono presto detti: giovedì mattina, poco prima delle 9, l’ufficio in cui lavora l’operatrice apre al pubblico. La cinquantenne manesca entra quasi subito, dato che è la seconda utente della giornata. Deve ritirare un esame e così l’operatrice le chiede un documento d’identità e poi va a prendere il referto che sta uscendo dalla stampante. Tutto dura pochi minuti e non ci sono attese, discussioni o dissapori pregressi che possano lasciar presagire quello che sta per accadere. E invece di punto in bianco la donna inizia a urlare: «Datemi il referto, voglio il referto». L’operatrice lo raccoglie dalla stampante e si fa avanti per consegnarglielo e spiegarle cosa prevede il protocollo per situazioni del genere. Ma la donna non vuole sentire alcunché: prende il referto dalle mani dell’infermiera che glielo sta porgendo, poi le dà una violenta spinta che le fa sbattere la testa contro il muro prima e la porta poi. La dipendente Asl finisce a terra e perde conoscenza.
Un attimo di follia o forse l’ansia di conoscere l’esito di un esame? Chissà. Fatto sta che la donna scavalca l’operatrice e se ne va. Alla scena assistono alcuni cittadini in attesa del loro turno e due colleghe della donna colpita: tutti si preoccupano di lei e così nessuno ferma la signora violenta. Sul posto arriva il 118: l’ambulanza carica la donna (ora cosciente ma in stato confusionale) e la porta al Pronto soccorso del San Luca dove è sottoposta ad accertamenti. I medici le riscontrato un trauma cranico, la tengono in osservazione per 12 ore e attorno all’una di notte la rimandano a casa consigliandole di tenere il collare ortopedico. Le generalità della cittadina “attaccabrighe” sono note: verrà denunciata dall’Asl che si dice vicina alla sua dipendente (vedi box).
«È andata bene: è solo fortuna se non siamo a commentare una tragedia. L’ennesimo episodio, dopo tante denunce, che fa traboccare un vaso già colmo», commentano il segretario della Uil Fpl di Lucca, Pietro Casciani, e i rappresentanti sindacali Uil Fpl, Andrea Lunardi e Giancarlo Pucci. «Chiediamo con determinazione che all'ex Campo di Marte venga istituito da subito un servizio di vigilanza attiva, dalle 7 alle 19, ma anche banconi con vetri che dividano l'operatore dall'utenza».
G.P.
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