Il Tirreno

Lucca

la mostra  

L’eclettica espressività di Depero in ottanta opere

P.T.

Non esiste campo o tecnica nella quale l’artista trentino non si sia cimentato compresa la moda con i suoi panciotti futuristi  

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LUCCA. Un lucido visionario, artista globale e fuori dagli schemi che seppe precorrere i tempi, innovando il linguaggio dell’arte e della pubblicità. Ecco Fortunato Depero, il geniale futurista cui il museo Lu. C. C. A. dedica la nuova mostra “Depero: dal sogno futurista al segno pubblicitario” , inaugurata giovedì 9 maggio e aperta fino al 25 agosto. Curata da Maurizio Vanni, direttore del museo, e da Maurizio Scudiero, storico di riferimento per il Futurismo, l’esposizione è organizzata in collaborazione con Omina e l’Archivio Depero di Rovereto, la città trentina in cui l’artista – nato in un paese di montagna poco distante – visse e morì nel 1960, a 68 anni.

Circa ottanta opere ricostruiscono la sua produzione creativa, contrassegnata da uno straordinario eclettismo: un percorso tutto da scoprire nella mostra attraverso quadri, disegni, modellini e grafiche provenienti da importanti collezioni italiane. Non c’è campo artistico, tecnica o materiale con cui Depero non si sia cimentato, sempre in modo profondamente innovativo per i suoi tempi. A partire dalla moda e dal design, con le sorprendenti tarsie in panno, realizzate in collaborazione con la moglie Rosetta, e i “panciotti” che disegnò tra il 1923 e il 1924 e che vennero indossati da molti futuristi, fra i quali Filippo Tommaso Marinetti. Del 1927 è invece il “Libro imbullonato”, un oggetto artistico che metteva assieme grandi innovazioni di grafica e tipografia, da leggere e capovolgere più volte. Anni dopo pensò addirittura a un “libro parolibero sonoro” attraverso parole in libertà, ritagli di giornali, fotografie e la registrazione della sua stessa voce: un progetto mai portato a termine per evidenti difficoltà tecniche. Disegnò poi costumi e scenografie, collaborò con Picasso e conobbe altri grandi maestri del Novecento, da cui trasse ispirazione sempre in modo molto originale. A New York lavorò per la stampa periodica americana, realizzando copertine per importanti riviste, tra cui Vogue e Vanity Fair.

Nel campo della pubblicità raggiunse il massimo del suo pionierismo, firmando manifesti e réclame per aziende, tra le quali Strega e Campari. Loghi, collage e disegni, dai tratti semplici ma con forme e colori accostati in modo così originale, audace e moderno da non risultare mai datati. Anzi: i suoi disegni vengono ripresi tuttora in alcune campagne promozionali. «Depero, poi – sottolineano Vanni e Scudiero – rivoluzionò i criteri del manifesto pubblicitario e ne rivide anche l’impostazione, puntando soprattutto sul carattere tipografico come elemento caratterizzante e simbolo del prodotto». La mostra, patrocinata da diversi enti e sostenuta da Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e Gesam, è aperta dal martedì a domenica in orario 10-19. Ingresso 10 euro. —

P.T.

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