Il dolore
A fine settembre il nuovo direttore generale
Con questa ipotesi il Comune sta lavorando per dare il via alla selezione. Gli aspiranti candidati potrebbero essere tanti
lucca. È già cominciata la corsa per la poltrona di direttore generale dell’azienda speciale Teatro del Giglio che Manrico Ferrucci, dimissionario, lascerà a partire dal primo di giugno. Di aspiranti candidati in giro sembrano essercene molti a giudicare dalle proposte che stanno inondando via whatsapp i telefoni di alcuni addetti ai lavori: tanto basta per dare una misura di quanto l’attenzione sia alta sulla vicenda che ha investito il Teatro del Giglio, con l’addio anticipato del direttore generale e le finora presunte criticità sul bilancio 2018 (che verrà presentato però a stretto giro).
L’amministrazione comunale sta preparando la selezione. L’assessore alla cultura Stefano Ragghianti lo conferma, anche se allo stato attuale non è stato ancora definito se si tratterà di un concorso nel senso tradizionale oppure se si opterà per le manifestazioni di interesse.
Gli uffici ad ogni modo sono al lavoro, conferma Ragghianti. E con il passare dei giorni si fa più chiaro anche il quadro temporale: l’idea, spiegano l’assessore alla cultura e l’amministratore unico del Giglio Gianni Del Carlo, è di poter ultimare la selezione nel corso del mese di settembre, in modo da avere un direttore generale operativa per l’avvio delle nuove stagioni di spettacolo.
Nel frattempo però si dovrà procedere ad affidare un interim per la direzione generale dell’azienda speciale, nella quale il direttore generale figura, spiega Ragghianti, «come legale rappresentante dell’amministrazione comunale, e solo questa figura può firmare atti e documenti». L’interim, come successe già sei anni fa, in attesa che si svolgesse l’ultimo concorso, potrebbe essere affidato a un dirigente comunale.
Da parte sua Ragghianti ha ritenuto di esprimere il suo personale ringraziamento a Ferrucci per il lavoro svolto. «Queste due righe - scrive infatti dal suo profilo Facebook - non hanno alcun rilievo politico, ma salutano e ringraziano un uomo buono e di grande cultura filosofica e teatrale con il quale ho lavorato per lunghi e complicati cinque anni prima come amministratore del teatro, poi come amministratore della città. Ringrazio Ferrucci per il prezioso lavoro fatto insieme, senza il quale oggi non saremmo a guardare con fiducia il futuro . Ricordo le frasi, ma mai gli autori: chi vuol vedere l’arcobaleno deve amare la pioggia ( piu o meno ) ». —
B.A.
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