Il Tirreno

Lucca

IL PROGETTO 

La scuola fa squadra contro la violenza

Federica Scintu
La scuola fa squadra contro la violenza

Ieri la presentazione del progetto: “È finito il tempo di violare” Giovedì 16 maggio lo spettacolo in scena in San Micheletto

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La scuola fa squadra contro la violenza. Che sia di genere, omofoba, razziale, fisica o psicologica, che viaggi sui telefonini di ultima generazione o che sfoghi tutta la sua brutalità su un compagno di classe: “È finito il tempo di violare”. L’hanno ribadito ieri mattina la dirigente dell’ufficio scolastico provinciale di Lucca-Massa-Livorno, Donatella Buonriposi, ma anche i dirigenti dell’Isi Machiavelli Iolanda Bocci e del Fermi-Giorgi Massimo Fontanelli che dall’inizio dell’anno hanno coinvolto i loro studenti in questo progetto che ogni anno, dal 2011, punta a contrastare qualsiasi forma di violenza fornendo ai ragazzi tutta una serie di conoscenze indispensabili per diventare cittadini responsabili. Ora da questo progetto, “fatto” di diversi incontri col personale della questura ma anche con psicologi e insegnanti, è diventato uno spettacolo teatrale che andrà in scena il prossimo 16 maggio alle 9.30 in San Micheletto. Il focus sarà quello del contrasto alla violenza di genere e il femminicidio: sul palco tredici studenti-attori ma anche alcuni professori impegnati nelle performance musicali. Il tutto per la regia di Satyamo Hernandez e alla presenza della senatrice membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e la violenza di genere, Maria Rizzotti. «È un’iniziativa che nasce da fatti tragici - ha detto la provveditora in riferimento alle due alunne del Civitali, Alessandra Biagi e Anastasia Stanewich uccise dai loro rispettivi compagni - anche la nostra città è stata più volte segnata da fenomeni di questo tipo. L’emancipazione della donna trova molte volte la componente maschile impreparata». Durante il suo intervento la provveditora ha fatto anche riferimento al ritorno, come materia obbligatoria, dell’educazione civica. «Questo progetto è educazione civica - ha detto - non puoi relegare una materia così importante a un’ora a settimana. Qui dentro c’è tutta la Costituzione. Fare educazione civica significa parlare dei problemi che ci circondano. La violenza non è mai giustificata e non è facendo studiare la Costituzione a memoria che si trasmettono i valori che contiene. O comunque non basta». Da mesi i ragazzi che hanno deciso di partecipare al progetto dedicano parte del loro tempo libero al contrasto alla violenza. Provano a capire il fenomeno perché solo conoscendolo, imparando a riconoscerlo, potrà essere sconfitto. Si sono messi in discussione, ragazzi e ragazze insieme, e ognuno ha raccontato la propria esperienza: hanno imparato ad aprirsi e a non avere paura di parlarne con un familiare, con un amico, con le forze dell’ordine. A non sottovalutare i segnali ma anzi, a saper riconoscere le situazioni. Così da intervenire in tempo. C’è anche chi, grazie a questo progetto, è riuscita ad affrontare la realtà di un fidanzato troppo possessivo. «È un’attività teatrale che va oltre l’imparare un testo a memoria - ha detto la dirigente Bocci - è una performance che nasce dai ragazzi e che vede il teatro come forma di espressione e acquisizione di consapevolezza per contrastare ogni forma di violenza e aggressività». Il dirigente Massimo Fontanelli ha ribadito quanto sia fondamentale il ruolo della scuola in questa battaglia che deve partire dalla prevenzione. «In questi progetti è importante riuscire a coinvolgere i maschi - ha detto - come uomo un po’ di responsabilità la sento». —

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