Sicurezza
Mura, nuovo sopralluogo con il drone e lo scanner 3D
Ennesimo accertamento, stavolta chiesto dalla difesa degli indagati dalla procura: «L’obiettivo è stabilire la dinamica dell’incidente, che finora non è stata verificata»
LUCCA. Un drone, uno scanner 3D, una biciclettina e diversi altri apparecchi utili a individuare il punto di caduta e le altezze dei parapetti. È durato circa due ore il sopralluogo che i legali degli ex vertici delle Mura (Alessandro Biancalana, Giovanni Marchi e Maurizio Tani) avevano richiesto alla procura. Un supplemento istruttorio finalizzato a ricostruire la dinamica dell’incidente, aspetto imprescindibile per l’attribuzione di eventuali responsabilità. Ricordiamo che i tre sono indagati dalla procura a seguito dell’incidente occorso lo scorso 21 agosto a una famiglia di turisti francesi residenti a Dubai: il bimbo di 5 anni precedeva la comitiva a bordo di una biciclettina, seguito dai genitori che invece erano a bordo di un risciò noleggiato da Cicli Bizzarri. All’altezza del baluardo San Regolo il bimbo salì su terrapieno e precipitò nella cannoniera: un volo di oltre 6 metri che gli procurò lesioni gravi giudicate guaribili in oltre 25 giorni. Anche il padre, che tentò di raggiungerlo, cadendo si procurò delle ferite. . A seguito di quell’episodio la famiglia ha sporto denuncia e la procura ha aperto un fascicolo indagando i vertici dell’ormai defunto Opera delle Mura, che aveva competenza sul bene. Ma su quanto accaduto restano alcuni punti da chiarire. Per questo i legali degli indagati – Lodovica Giorgi e Carlo Di Bugno – hanno chiesto e ottenuto un supplemento istruttorio. «Siamo qui con l’ingegner Achille Dall’Aglio e i suoi collaboratori – spiega l’avvocato Giorgi – per fare dei rilievi sulla conformazione del baluardo, in particolare sull’altezza dei parapetti. Lo scopo è ricostruire la dinamica del sinistro, che la procura non ha verificato. Sappiamo dov’era la biciclettina quando è stata recuperata: sarà il punto di partenza per ricostruire la traiettoria del bambino». Ma per avere risposte certe bisognerà aspettare qualche settimana.
Di certo, questi giorni non saranno “fiacchi”: il Comune ha depositato una denuncia nei confronti dei genitori del bambino francese perché – stando a quanto riportato nel verbale dei vigili che intervennero per i rilievi – si trovavano a una distanza di 15-20 metri, quindi inadeguata a prevenire eventuali pericoli per il piccolo che li precedeva in bicicletta. Una mossa, quella di palazzo Orsetti, che ha anche una valenza simbolica. Può essere letta come una risposta alla decisione della procura di cambiare (e inasprire) il capo di imputazione a carico dei tre indagati: da lesioni colpose a lesioni personali stradali gravi. Un cambio di accusa che potrebbe tirare in causa l’amministrazione dato che fra gli articoli citati nell’atto c’è il n. 14 del Codice della strada, in cui si stabilisce che sta agli enti proprietari della strada provvedere alla cartellonistica che informa degli eventuali pericoli. In questa battaglia in punta di diritto ora sta alla procura valutare la possibilità di indagare i genitori del piccolo per concorso in lesioni, cosa che fino a questo momento non era avvenuta. «Dai rilievi – dice l’avvocato Giorgi – emerge che il risciò dei genitori era ancora fuori dal baluardo quando il piccolo vi è entrato nonostante vi fossero dei cartelli che proibivano l’ingresso alle biciclette». —
G.P.
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