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La Regione dà l’ok agli assi viari e butta la palla ad Anas e ministero

Nicola Nucci
La Regione dà l’ok agli assi viari e butta la palla ad Anas e ministero

«Valutino velocemente i pareri degli enti locali» Intanto Capannori invia a Roma le richieste di modifica

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lucca. Da una parte l’ok dalla Regione. Dall’alto l’ennesimo stop da Altopascio. È oscillata fra questi punti la giornata di ieri sugli assi viari. La Regione, infatti, ha ha dato parere favorevole alla realizzazione del sistema tangenziale, definendo gli assi strategici per lo sviluppo sociale, economico e industriale dell'area. Per il governatore Enrico Rossi «si tratta di un'opera rilevante per la città e i comuni limitrofi, perché permetterà di redistribuire il traffico di tutta la piana lucchese e di alleggerire il centro e le Mura dai flussi di attraversamento».

Con la sua delibera la Regione ha recepito tutti i pareri necessari, a partire dai settori regionali Sismica e Tutela della natura e del mare, e di Arpat, della Provincia di Lucca e dei Comuni di Lucca e Capannori. Quest’ultimo, come noto, è fortemente negativo. Allo stesso tempo, inviando i testi al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e ad Anas, viene chiesta loro una rapida valutazione dei pareri espressi, con particolare riferimento a quelli degli Enti locali, verificando e approfondendo gli aspetti evidenziati e la possibilità di recepire le indicazioni contenute affinché i cantieri possano essere aperti nel tempo più breve possibile. Con tali indicazioni tocca ora ad Anas predisporre il progetto esecutivo in modo tale che siano garantiti al territorio i 67 milioni di euro dello Stato destinati all'opera che si aggiungono ai 17 regionali.

Ben diverso il tenore della posizione di Capannori. Che ribadisce il no a tracciati sopraelevati e viadotti, la salvaguardia della zona dei Laghetti di Lammari e chiude la porta a via Chelini come asse viario. Sono questi i punti salienti del pacchetto di osservazioni sugli assi viari inviati dal Comune ad Anas. Tira dritto il sindaco Luca Menesini che mostra su Facebook il documento inviato all’azienda autonoma statale della strada. Un progetto che per l’amministrazione capannorese deve essere completamente "a raso", perché «il territorio si difende con le azioni, non con le parole». Il primo cittadino ribadisce i punti chiave della fsua erma opposizione. «Un disegno che non tiene conto delle proposte del territorio durante l'inchiesta pubblica del 2014».

La prima questione è un «no a viadotti e sopraelevate, in modo da intercettare il traffico di mezzi pesanti della zona industriale di San Pietro a Vico e togliere con percentuali significative i tir da viale Europa e da tutte le vie secondarie di Marlia, Lammari e Lunata». L’altra questione è che «il sistema tangenziale deve passare lontano dai Laghetti di Lammari e soprattutto deve essere realizzato un vero e proprio bosco». La terza controversia è sul percorso di tir e le auto che dalla rotonda di Antraccoli devono essere diretti al casello del Frizzone attraverso via del Rogio, che diventerà regionale e manutenuta dalla Regione come e quando giusto che sia visto che sopporta il traffico pesante di tutta la provincia». E quindi la contrarietà all'utilizzo della via Domenico Chelini come asse. Tutte modifiche che per Menesini «non sono negoziabili e sono fattibili». Per il primo cittadino di Capannori deve cambiare l'approccio di partenza. «I grandi progetti non si fanno con Google Maps e con qualche visita sul posto, ma si condividono con i cittadini. E questo non vuol dire accontentare tutti, che è impossibile, ma trovare la migliore risposta per le comunità coinvolte». —

Nicola Nucci

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