Finanza
Centri per l’impiego, 60 posti a rischio
Verso lo stato di agitazione i lavoratori delle strutture di Lucca e Viareggio dipendenti di cooperative affidatarie di servizi
LUCCA. Vanno verso lo stato di agitazione gli operatori dei centri per l’impiego di Lucca e Viareggio dipendenti dicooperative e società appaltatrici dei servizi per l’impiego. Lunedì 6 maggio si è svolta un’assemblea dei lavoratori in sala Tobino a Palazzo Ducale: hanno partecipato circa 60 lavoratori (la quasi totalità, per l’esattezza gli operatori interessati sono 29 al centro per l’impiego di Lucca e 25 a quello di Viareggio, alle dipendenze di due diverse cooperative). Dall’assemblea è giunta la forte preoccupazione per la precarietà di questi lavoratori. «Tutt’altro che dipendenti pubblici - spiegano i sindacalisti Michele Massari e Marco Morbidelli della Cgil, Pietro Casciani e Stefania Fontanini della Uil - . Purtroppo non è così nella larga maggioranza dei casi. Molti di loro sono dipendenti di società private o di cooperative sociali affidatarie dei servizi da parte dell'agenzia regionale preposta, la Arti. Questa situazione va avanti ormai da quasi vent’anni senza che si sia mai considerata l'eventualità di ricercare percorsi per dare sicurezza a questi lavoratori, peraltro con incarichi e competenze fondamentali nelle strutture zonali e provinciali». . «A fronte della decisione di potenziamento dei centri dell'impiego da parte della Regione Toscana, attraverso il rafforzamento della pianta organica di Arti - continuano - , che a quanto è dato sapere avverrà attraverso un pubblico concorso destinato a incrementare di circa 200 unità gli organici a livello regionale, incredibilmente non sono stati considerati i circa 500 lavoratori in appalto, che a questo punto non si sa che fine faranno visto che i termini degli appalti scadranno nel 2020. Ci si chiede che senso abbia mettere a rischio le importanti professionalità acquisite nei territori paventando un potenziamento che nei fatti non ci sarà, se mettiamo in relazione i numeri dei lavoratori in affidamento con quelli annunciati nell'ipotizzato bando di concorso».
Secondo Cgil e Uil, «a niente valgono le rassicurazioni espresse dalla Regione Toscana, che anzi aggravano ulteriormente l'angoscia ed il timore di perdere il posto di lavoro da parte dei dipendenti».
Gli interventi in assemblea sono stati decisi. I lavoratori hanno dato mandato ai sindacati presenti « di avviare con urgenza un percorso istituzionale con la Regione finalizzato ad individuare soluzioni per salvaguardare in via prioritaria l'occupazione di tutti gli operatori interessati al problema escludendo ogni forma di incertezza e di instabilità verso persone che in tutti questi anni hanno svolto con impegno e grande professionalità funzioni altamente qualificate a favore della collettività».
A questo scopo, l'assemblea ha chiesto ai sindacati di «firmare qualsiasi intesa con la Regione Toscana che non tenga in considerazione, con chiarezza e precisione ogni singola posizione lavorativa dei dipendenti delle due società e delle due cooperative affidatarie dei servizi per l'impiego in provincia di Lucca. Dall'assemblea - terminano i sindacati - è inoltre emersa la richiesta ai sindacati di categoria di organizzare un coordinamento regionale di tutte le provincie con il mandato di partecipare alle trattative con la Regione che riguardino a qualsiasi titolo la pianta organica diretta e/o indiretta di Arti . Nei prossimi giorni si terrà un’ulteriore assemblea dove non si esclude, se la situazione non sarà chiarita, di proclamare lo stato di agitazione con le conseguenti iniziative sindacali».
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