Sicurezza
Utile in crescita, l’incognita è Carige
La Fondazione Bml aumenterà anche le erogazioni 2019 Landucci: «Siamo ottimisti per la vicenda della banca»
LUCCA. Al termine di un anno - il 2018 - “ vissuto pericolosamente” dai mercati finanziari, la Fondazione Banca del Monte chiude con un utile in crescita (1.781.348 euro, più 42% rispetto a quello conseguito nel 2017). Crescono anche le erogazioni sul territorio, in totale pari a 1.065.000 euro (995.805 nel 2017) per complessivi 201 progetti (183 verso terzi, per 785.713 euro e 18 propri, per 279.287 euro). Ma sul bilancio 2018, votato all’unanimità dagli organismi preposti, l’incognita più forte che pesa è quella di Carige, oggi commissariata. . «Il bilancio 2018 ha per noi caratteristiche soddisfacenti - spiega Oriano Landucci, presidente della Fondazione Bml - soprattutto in un anno negativo come il 2018. Nei primi nove mesi i mercati hanno avuto un decorso insignificante, al massimo con una crescita dell’1%. Ma nel trimestre finale i mercati sono precipitati a livello internazionale in tutti i settori, anche quelli del lusso e dei beni rifugio. È stato un anno anomalo e difficile, per questo un utile di 1,7 milioni è importante. In una fase di deflazione come quella in cui ci troviamo da tempo - aggiunge - si incontrano grosse difficoltà a rendere produttivo il patrimonio, che non viene utilizzato dal punto di vista commerciale ma ci deve far vivere di rendita. Siamo in Carige - sottolinea Landucci -. Le difficoltà sono diventate più visibili dopo l’assemblea dei soci di dicembre 2018 in cui si è votato l’aumento di capitale, ma gli organi di vigilanza della Bce hanno commissariato Carige. La Banca del Monte non è commissariata, ma fa parte del gruppo Carige e ne risente».
«A nome del consiglio - ribadisce Landucci - dichiaro che siamo fiduciosi in una svolta positiva del gruppo, che dovrebbe essere prossima». Un ottimismo derivato dal fatto che «Bml è la storia del Monte di Pietà di Lucca ed è l’ultima banca lucchese rimasta: auspichiamo che riprenda il ruolo di banca del territorio con un piano industriale più incisivo». Intanto però il patrimonio della Fondazione Bml, conferitaria (non azionista, come la Fondazione Crl) di Carige, si è svalutato per effetto della situazione della banca genovese: ad oggi ammonta a 53.072.611 euro. Nei primi quattro mesi del 2019, «abbiamo registrato un svolta rispetto al 2018 - dicono Landucci e Giuseppe Bartelloni, segretario della Fondazione Bml -: tutte le borse hanno un segno positivo. Per il 2019 erogheremo 1,2 milioni di euro per progetti culturali, sociali, di sviluppo territoriale e di formazione».
Fra le ipotesi che si prospettano per l’evoluzione della vicenda Carige, i vertici della Fondazione Bml vedono più probabile la soluzione privatistica, ovvero l’intervento di un fondo o di un’altra banca del gruppo. «L’intervento statale è solo l’alternativa ultima - aggiungono -; poco probabile al momento la possibilità che Bml possa andare per conto suo». Questione di ore ormai «e si saprà - sottolinea Bartelloni - se BlackRock (il fondo interbancario che dovrebbe entrare al 43% in Carige, aumentando il suo capitale di 400 milioni, ndr) farà la proposta o no. Da parte sua il ministero del Tesoro supporta questa ipotesi».
Fosco Bertoli, presidente del consiglio di indirizzo della Fondazione Bml, fa notare che «la nostra Fondazione è medio piccola, ma riesce ad andare sul territorio in maniera precisa. Abbiamo una commissione investimenti molto attenta: è grazie a questo organismo che il 2018 è stato positivo». —
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