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Lucca

sicurezza 

Interventi al via all’Accademico e a Villa Fiori

Emanuela Ambrogi
Interventi al via all’Accademico e a Villa Fiori

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BAGNI di LUCCa. Approvati dalla giunta due progetti per la messa in sicurezza del Teatro Accademico e di Villa Fiori. Per questi e altri lavori relativi alla sicurezza degli immobili pubblici il Comune aveva ricevuto dal governo, a inizio 2019, 70mila euro complessivi. Quella somma viene ora utilizzata per sistemare la scala di emergenza dell’Accademico e una parte del tetto di Villa Fiori.

Per il primo lavoro saranno impiegati 15mila euro, per il secondo 20mila. L’area tecnica del Comune ha in questi giorni presentato alla giunta il progetto definitivo per i due interventi, le cui opere saranno ora assegnate con gara. I rimanenti 35mila euro del contributo saranno destinati invece alla manutenzione della rete stradale. L’intervento sul Teatro Accademico vuole garantire l’assoluta sicurezza di pubblico, compagnie e dipendenti durante gli spettacoli e nelle altre occasioni in cui la struttura viene utilizzata. Per Villa Fiori – che il Comune da molti anni non riesce a vendere né con asta, né con trattativa privata nonostante il prezzo sia sceso dai 2,2 milioni del primo bando ai circa 800mila euro dell’ultimo – il restauro del tetto è necessario non solo per motivi di sicurezza, ma anche per conservare all’immobile un minimo di appeal sul mercato. Sempre che non faccia alla fine breccia la proposta di tante associazioni del territorio disposte ad accollarsi l’onerosa manutenzione in cambio dell’uso. Iniziativa che, in attesa di una soluzione finale, consentirebbe non solo di non far deperire ulteriormente l’immobile, ma anche di rivitalizzarlo. L’esempio che viene fatto è quello di Villa Webb, ben tenuta dalla Vicaria Val di Lima che ne ha fatto un frequentato museo e una sede di eventi che richiamano gente. Nell’ambito del programma della giunta che mira a fare dell’offerta territoriale il volano per l’incremento turistico, il recupero degli storici immobili di cui il Comune dispone resta l’obiettivo centrale. Non a caso la giunta guidata Michelini aveva presentato lo studio sullo stato del patrimonio pubblico, in pessimo stato. Come sempre, il problema è la mancanza di risorse, ma servirebbe anche un piano preciso, globale, per definire le nuove destinazioni d’uso. La questione riguarda anche i tanti stabilimenti termali, per i quali l’amministrazione aveva ottenuto cinque manifestazioni di interesse. —

Emanuela Ambrogi

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