Sicurezza
Un migliaio in piazza per l’arrivo di Salvini
Il leader della Lega a Capannori per appoggiare la candidatura di Bartolomei La folla lo acclama e lui risponde: «Fatemi un regalo, mandate a casa la sinistra»
L’assalto della Lega a Capannori, roccaforte "rossa" del centrosinistra da quasi vent’anni. «Me lo fate questo regalo? Il 26 maggio mandate a casa la sinistra anche a Capannori e votate Salvadore Bartolomei», dice Matteo Salvini rivolgendosi al candidato del centrodestra e ai suo elettori che hanno invaso il centro del paese.
Tante persone, quasi un migliaio, di fronte al palco allestito sul lato nord di via Piaggia, ma anche assiepate sul prato davanti alla chiesa. Ha smesso di piovere da una mezz’ora e spunta il sole quando il vice premier, arrivato da San San Giuliano Terme, alle 11.09 fa la sua apparizione in via Piaggia tra gli applausi e i cori «Matteo, Matteo». Tanti fan ma anche tanti curiosi per l’arrivo nel capoluogo della Piana di un politico che vanta una grande popolarità. Capannori del resto è un Comune grande (46 mila abitanti) e importante, il terzo della provincia dopo Lucca e Viareggio. Look casual – polo verde militare, sneakers blu –, sorridente, il leader della Lega e vice-premier, presentato dal responsabile provinciale del Carroccio, Andrea Recaldin, prima di iniziare il comizio taglia il nastro della sede del comitato elettorale. «Sei un grande» gli hanno gridato dal pubblico. «No, sono normale, non erano normali quelli di prima», risponde Salvini che deve “domare” il microfono che ogni tanto ha fatto le bizze. Tutto fila liscio sotto l’aspetto dell’ordine pubblico, con le vie presidiate da carabinieri e vigili.
A Capannori niente contestatori come a San Guliano Terme un'ora prima dove il vice-premier è stato accolto con "Bella ciao" da alcuni militanti antifascisti nella prima tappa del suo tour toscano.
Solo una ventina di manifestanti appartenenti a gruppi antagonisti ha provato ad entrare in via di Piaggia per distribuire volantini, ma sono stati intercettati dalle forze dell’ordine, senza alcun incidente. «Più mi insultano e più mi minacciano e più mi danna forza», ha attaccato Salvini. Nel suo discorso il vice-presidente del consiglio e ministro degli Interni tocca i suoi cavalli di battaglia (sicurezza in testa) e rivendica i successi del governo come «il sacrosanto diritto alla legittima difesa», «l'abolizione di quella schifezza della legge Fornero», la pace fiscale» e i migranti con gli sbarchi ridotti del 92% in un anno». Salvini invita anche a firmare la proposta di legge sulla castrazione chimica per pedofili e stupratori. E sulle polemiche con Di Maio è categorico. «Piuttosto che far tornare la sinistra mi tappo la bocca e le orecchie e vado avanti come un treno».
Prima di lui aveva parlato il candidato sindaco Salvadore Bartolomei. «Sono mesi che cerchiamo il simbolo del Pd, stanno cercando di ingannare gli elettori nascondendo la loro presenza, mentre noi ci mettiamo la faccia con i nostri partiti. Vogliamo liberare anche Capannori dal giogo del centrosinistra». Dalla segretaria regionale Susanna Ceccardi (candidata alle europee) una frecciata al sindaco di Lucca Alessandro Tambellini. «I lucchesi si sono pentiti di averlo votato, pensa di essere ancora nel 1945 e i razzisti li vede lui». Poi Salvini si congeda, tra gli immancabili selfie con i sostenitori, impegnandosi a tornare a Capannori se vincerà Bartolomei per omaggiare la Madonna del Carmine. —
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