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tribunale 

Banda degli albanesi davanti al giudice: nove i furti in casa di cui sono accusati

Luca Tronchetti
Banda degli albanesi davanti al giudice: nove i furti in casa di cui sono accusati

I membri del sodalizio agirono nella primavera 2018 I cinque sono residenti a Pistoia, Montecatini e in Lucchesia

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La banda degli albanesi che nella primavera del 2018 mise a segno nove furti in case, appartamenti e auto nella Piana finisce davanti al giudice dell'udienza preliminare Alessandro Trinci dopo che il capo della gang, Flori Sejdini, 27 anni, residente a Montecatini e attualmente detenuto nella casa circondariale di La Spezia, ha patteggiato 3 anni e 6 mesi di reclusione davanti al gup Riccardo Nerucci. La sua posizione infatti era stata stralciata da quelli dei complici della rapina a Lammari e dei furti nelle abitazioni.

La raffica di colpi.

Stando ai carabinieri del reparto investigativo assieme a Sejdini operavano quattro suoi connazionali: Renato Cenaj, 21 anni, residente in Lucchesia; Robert Gjoka, 29 anni compiuti ieri, residente a Pistoia e i due latitanti, entrambi di 22 anni, Aurel Nuzi e Emiljano Kulla. Dodici le parti offese interessate al procedimento: operai, impiegati, professionisti e casalinghe residenti nella Piana e vittime del raid della gang dell'Est Europa. Stando agli inquirenti Gjoka, Nuzi e Kulla sono accusati di furto aggravato commesso in un'abitazione Segromigno in Piano nel marzo 2018. In quella circostanza i tre albanesi s'introdussero in casa e asportarono un borsello fuggendo poi con un furgone di proprietà del padrone di casa. Cenaj e Nuzi, in concorso con Sejdini, aggredirono e minacciarono una coppia della Piana che li aveva scoperti all'interno della loro casa procurando lesioni guaribili in tre giorni ad uno dei due coniugi. Era il 30 marzo 2018.

L’inseguimento.

Nella stessa giornata danneggiarono il sistema d'allarme e l'illuminazione esterna di una casa a Segromigno non riuscendo a compiere il furto perché messi in fuga dall'antifurto collegato con i carabinieri e cercarono di sfondare la porta di una villetta a Zone per rubare non riuscendo nel loro intento perché messi in fuga dai padroni di casa. Il terzetto venne poi inseguito da una pattuglia dei carabinieri del radiomobile e la folle corse terminò sulla via Pesciatina a Gragnano con i banditi che speronano l'auto dei militari costretti a ricorrere alle cure del pronto soccorso e fuggono a piedi attraverso i campi circostanti lasciando in mezzo alla carreggiata la Renult Clio rubata a Pescia al cui interno viene trovata e recuperata numerosa refurtiva.

la ricettazione.

Cenaj e Nuzi sono accusati anche di ricettazione perché nell'utilitaria vengono rinvenuti il portatile Toshiba, un hard disk e accessori provento di furto commesso il 25 marzo nella casa della proprietaria dell'utilitaria. E poi ancora un tablet Apple IPad, un IPhone, un'ascia e una macchina fotografia reflex rubate da una villetta a Pescia il 24 marzo 2018; un IPhone Apple provento di furto commesso in un'abitazione a Cascina 24 ore prima dell'inseguimento dei carabinieri a Gragnano; due portatili Samsung e Compaq Hp rubati il 27 marzo in una casa di Altopascio e nello stesso giorno, nello stesso comune della Piana, un portatile Acer trovato dentro una villetta messa a soqquadro. Rinvenuto pure un portafoglio rubato dentro un'autovettura a Pescia.

Infine i due albanesi sono accusati del furto, commesso a Gragnano il 31 marzo dello scorso anno, di una Toyota Land Cruiser rubato dal cortile di una casa dove era parcheggiata utilizzando il telecomando posto nell'abitacolo del mezzo per aprile il cancello dell'abitazione e darsi alla fuga tranquilli e indisturbati nella notte. —



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