Il Tirreno

Lucca

beni da salvare 

«Riaprite la Manifattura»

F.S.

Tra le richieste di residenti e commercianti anche quella di completare la riqualificazione il prima possibile e di riaprire la chiesa di Santa Caterina

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lucca. Quel tendone grigio è davanti ai loro occhi ormai da anni. Da quando sono cominciati quelli che i residenti e i commercianti della zona ovest del centro storico ieri hanno definito: «lavori infiniti» nel maxi complesso dell’ex Manifattura Tabacchi. Quel tendone che blocca la visuale, che non consente di vedere cosa succede lì dentro. Ormai chi abita o frequenta via del Crocifisso e dintorni non sa più cosa pensare: si rende conto che la riqualificazione procede molto a rilento. Troppo secondo loro che sono stanchi di avere pazienza, di sopportare in silenzio quel cantiere che «al commercio e al turismo non fa bene per niente».

«I lavori non stanno procedendo secondo i tempi previsti - spiega Patrizia Lorusso - e noi commercianti non abbiamo alcuna certezza. La Manifattura per noi è un mistero, non sappiamo cosa è stato fatto e cosa resti ancora da fare».

A rallentare l’avanzamento dei lavori prima il fallimento della cooperativa Unieco di Reggio Emilia che aveva vinto l’appalto; successivamente anche l’azienda genovese Aspera, subentrata a Unieco, è andata incontro a gravi difficoltà finanziarie che l’hanno costretta a chiedere il concordato preventivo. I lavori continuano ma a rilento. Lavori che dovrebbero portare all’interno della Manifattura uffici comunali, ma anche la sede della fondazione Campus, una caffetteria e altri spazi aggregativi. La conclusione dell’intervento era stata prevista per il 2018 prorogata poi fino al febbraio 2019: altra scadenza non rispettata.

«Quando la Manifattura era aperta - ricorda Delfo Tognetti, che da 40 anni è titolare del negozio di elettrodomestici di via del Crocifisso - questa era una delle zone del centro storico più servite. C’era tutto, non mancava niente. Poi da quando ha chiuso anche altre attività hanno ceduto. Una su tutte il cinema di piazzale Verdi poi anche i negozi. E alla fine sono spariti anche i servizi. La riqualificazione della Manifattura è una storia infinita. Io sto cercando di non cedere alla crisi anche se per vendere sono costretto a fare periodicamente delle svendite. Resisto anche nella speranza che i lavori procedano, che la Manifattura venga aperta e che qui riparta qualcosa».

Un’altra “riapertura” che potrebbe dare una boccata d’ossigeno alle attività commerciali di questa zona è quella della chiesetta di Santa Caterina, la “chiesa delle sigaraie”, gestita dal Fai. Ma per il momento non si va oltre alle aperture saltuarie in occasione di eventi e concerti. «È una chiesa bellissima - dice Patrizia - ma in un anno viene aperta appena sei o sette volte per i concerti del Boccherini. Ma a livello turistico è di fatto inaccessibile». Intanto proprio oggi nella chiesetta di Santa Caterina verrà inaugurata la nuova opera di Giovanni Lorenzetti “Madonna del Rosario”. L’appuntamento è alle 11.30: un’occasione più unica che rara per ammirare la bellissima chiesa barocca. —

F.S.

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