Il dolore
Resta in cella frigorifera il cuoco cingalese ucciso da due connazionali
LUCCA. Dodici giorni dopo l’esame autoptico eseguito dal medico legale Stefano Pierotti e il nulla osta alla sepoltura concesso dal sostituto procuratore Salvatore Giannino il cadavere di Roshan Silva Kalukankanamalage, 50 anni, il cuoco cingalese ed ex militare ucciso nella notte tra il 16 e il 17 aprile nel suo appartamento di via del Toro al numero 21, è ancora conservato in una cella frigorifera dell’obitorio dell’ex ospedale Campo di Marte. Nessuno ne ha richiesto il corpo oppure i parenti e i familiari - conviveva con Fiona Sherien Grigson, 55 anni, ex badante, più volte costretta a rivolgersi ai sanitari del pronto soccorso per aggressioni subite dal suo compagno - stanno cercando di trovare i soldi necessari per poter trasportare il feretro in Sri Lanka in modo da dare degna sepoltura al cuoco che viveva a Lucca da una quindicina d’anni. Se nessuno dovesse provvedere alla tumulazione della salma o comunque ai funerali del de cuius a provvedere - entro un periodo di tempo delimitato - dovrà essere il Comune di Lucca.
Nel frattempo proseguono gli accertamenti da parte della procura della Repubblica che chiederà - in virtù dei tanti elementi a carico dei due connazionali della vittima arrestati per omicidio volontario in concorso e detenuti nel penitenziario di San Giorgio - il giudizio immediato. A cui potranno contrapporsi i legali degli imputati chiedendo invece l’abbreviato di fronte al gup. —
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