Sicurezza
Grazie a Internet commerciava scarpe di marca (ma false)
Denunciata una donna di Coreglia Antelminelli Nella sua casa trovati e sequestrati oltre 70 articoli
COREGLIA ANTELMINELLI. L’abitazione era una sorta di negozio di scarpe, e pure di gran marca. Solo che non aveva vetrine, visto che, per la vendita, bastava un computer. Peccato che quella sorta di negozio non solo non aveva alcuna autorizzazione, ma vendeva pure merce “tarocca”. Per questo la guardia di finanza ha denunciato la “commerciante”, una donna di origine albanese che aveva il suo “negozio” nella propria abitazione.
L’operazione fa parte della nuova frontiera dell’attività delle Fiamme Gialle, che, contro la contraffazione, accanto ai tradizionali controlli stanno intensificando quelli sul web, in modo particolare sui social. Questo permette di individuare annunci pubblicati su internet, nei quali vengono proposti articoli di note griffe di moda a prezzi oltremodo convenienti rispetto a quelli di mercato. È emerso che la procedura d’acquisto è in genere molto semplice: una volta raccolti gli ordinativi sulle piattaforme informatiche gli articoli selezionati vengono consegnati a mano direttamente al cliente oppure spediti tramite posta.
In questo contesto i militari della tenenza di Castelnuovo hanno individuato questo vero e proprio negozio on-line di calzature falsificate dei marchi più noti, allestito dalla donna: una volta individuata l’identità della persona collegata al profilo social del “venditore on-line”, i militari hanno proceduto alla perquisizione a casa sua, dove è stata rinvenuta la merce contraffatta.
Merce per la quale la donna non è stata in grado di giustificare la provenienza, né tanto meno di produrre la documentazione che ne comprovasse l’originalità, oltre al fatto che la stessa non è risultata essere titolare di alcuna attività commerciale. La merce, consistente soprattutto in calzature molto simili alle originali, era pronta per essere destinata alla vendita, in violazione della normativa a tutela del marchio registrato, del Made in Italy e della proprietà intellettuale.
Così sono stati sequestrati di oltre 70 articoli, mentre la responsabile dell’illecito è stata denunciata a piede libero all’autorità giudiziaria di Lucca per i reati di ricettazione e introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi. —
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