Il Tirreno

Lucca

in tribunale 

Dalla lite sul web al tentato omicidio

Dalla lite sul web al tentato omicidio

Condannato uno dei protagonisti dell’aggressione  scaturita dall’esclusione da un gruppo WhatsApp

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ALTOPASCIO. È stato condannato anche l’ultimo degli imputati maggiorenni responsabili del tentato omicidio di un ventitreenne romeno, avvenuto il 7 febbraio 2016 ad Altopascio.

Si tratta di Giordano Bogdan, all’epoca dei fatti 22enne, residente ad Altopascio. Il giovane, insieme a sei persone di nazionalità albanese residenti o che gravitavano in Valdinievole, tra Montecatini, Ponte Buggianese e Altopascio, prese parte a una spedizione punitiva che per poco non costò la vita al ragazzo romeno. Il giudice del tribunale di Lucca, che ha accolto pienamente la richiesta del Pubblico Ministero Paola Rizzo, lo ha condannato a 4 anni e sei mesi di reclusione per concorso nel reato.

A dir poco allucinanti i contorni della storia che, insieme agli altri, lo vide protagonista. Allucinante per la violenza dell’episodio finale, ma, se possibile, ancor più folle per il motivo che scatenò il violento attacco che per poco non costò la vita a un giovane.

I fatti all’origine della controversia da cui scaturì l’aggressione furono ricostruiti dal Nucleo Investigativo del Comando provinciale carabinieri di Lucca. Furono i militari a scoprire che tutto era scaturito dall’esclusione di un amico di Bogdan da un gruppo WhatsApp. Insomma una lite “virtuale” sul telefonino che si è trasformata in una lite drammaticamente (e non è un aggettivo esagerato in questo caso) reale. Il contrasto iniziale si era acceso tra un 17enne romeno, residente ad Altopascio, e Oltian Cepa, albanese senza fissa dimora (poi rintracciato a Milano). E quella polemica tra i due finì per trasformarsi in una spedizione punitiva ordita da Cepa insieme al fratello e ad altri connazionali nei confronti del romeno, “colpevole” di aver escluso Oltian Cepa da un gruppo WhatsApp. Un’esclusione arrivata dopo che Oltian Cepa aveva inviato espressioni offensive nei confronti di una ragazza, per quel motivo era stato escluso dal gruppo a opera del suo amministratore, ossia il 17enne.

Da qui il risentimento dell’albanese e il contrasto con l’amministratore del gruppo che, partito dagli insulti pian piano passò alle minacce fino ad arrivare allo scontro: Cepa e il rumeno, alle 18,30 di quel 7 febbraio, si diedero appuntamento ad Altopascio, nella centralissima via Cavour, per un “incontro chiarificatore”. Oltian si presentò all’appuntamento con il fratello Landir Cepa, residente a Montecatini, e altri cinque giovani. I sette arrivarono all’appuntamento muniti di corpi contundenti, cacciaviti e forse un coltello.

Il 17enne, forse temendo quel che sarebbe potuto accadere, si era presentato all’appuntamento in compagnia del padre e del cugino 23enne Giorgian Horeica. I tre romeni furono aggrediti in modo brutale e tutti e tre i restarono feriti.

In particolare apparvero gravissime le condizioni del cugino 23enne, colpito alla fronte con un’arma da punta (forse un cacciavite). Il giovane rimase a lungo in prognosi riservata all’ospedale Cisanello di Pisa prima di essere finalmente dichiarato fuori pericolo.

Nel giugno del 2016 furono arrestati i fratelli Cepa, poi condannati con rito alternativo, mentre gli altri indagati, tra cui un minorenne, furono denunciati a piede libero. Sono stati tutti processati e condannati con rito abbreviato, tranne il minorenne per il quale, il 17 aprile, si è svolta l’udienza dibattimentale al tribunale dei minori di Firenze, con udienza rinviata al prossimo giugno. —

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