Il Tirreno

Lucca

Un masso si stacca dalla montagna: evacuate 8 persone

Nicola Bellanova
Il sindaco di Fabbriche di Vergemoli Michele Giannini accanto alla roccia precipitata
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Il sindaco di Fabbriche di Vergemoli Michele Giannini accanto alla roccia precipitata

La grossa pietra ha sfiorato una persona in giardino. Sopralluogo del sindaco, chiusa la strada per tre paesi

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Un masso di dimensioni ciclopiche si è staccato dal versante montano, in una delle zone più impervie della provincia, fermandosi a pochi metri dalle case e provocando l’evacuazione di ben tredici abitazioni. È successo tutto nel pomeriggio del primo maggio, quando, per puro destino favorevole, quell’enorme pietra non ha colpito una persona che stava passando il giorno festivo in giardino. E, per completare l’opera, adesso tre frazioni più a monte dal punto della frana sono praticamente tagliate fuori dai principali collegamenti stradali. Insomma, una giornata da dimenticare per otto famiglie del paese di Gragliana, frazione del comune di Fabbriche di Vergemoli.

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Erano circa 16 circa di mercoledì quando, per cause in corso di accertamento, una pietra delle dimensioni di quasi tre metri cubi si è staccata dalle montagne che costeggiano la strada provinciale Gragliana – Campolemisi – Palagnana. Il masso, sceso a forte velocità e senza trovare ostacoli da un’altezza di circa centro metri, si è letteralmente spaccato in due, cadendo in una zona abitata alla periferia del borgo. Tanta la paura, anche se per fortuna in quel momento non c’era nessuno che passava sulla strada attraversata dalla roccia. Delle due famiglie occupanti le abitazioni circostanti, era presente solo un uomo sulla sessantina che, mentre era in giardino, ha visto arrivare verso di sè il grosso masso, che ha rischiato di investirlo.

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Subito (attorno alle 17), nonostante la giornata di festa, sono accorsi sul posto il sindaco Michele Giannini, accompagnato dai tecnici comunali, per fare un sopralluogo e per decidere il da farsi. Il primo cittadino, dopo un consulto, ha provveduto a far evacuare le abitazioni nel perimetro di trenta metri da dove era avvenuto l’impatto del masso. In totale 13 edifici. Si tratta, per lo più, di seconde case utilizzate dai proprietari per le vacanze estive, e che quindi in questi giorni sono disabitate. È andata peggio a due nuclei familiari residenti in uno degli immobili, per un totale di otto persone, che resteranno lontano da casa fino a che non saranno ripristinate le condizioni di sicurezza. Contemporaneamente, il sindaco ha disposto la chiusura della strada montana che collega Gragliana alle frazioni più in alto, e la zona del Matanna. E adesso occorrerà dunque intervenire su più fronti: da un lato ripristinare la viabilità, dall’altro eliminare la fonte di pericolo, intervenendo sulla stabilità della montagna. Un’opera da parecchie centinaia di migliaia di euro, per il quale il sindaco si è già attivato: «Abbiamo fatto subito il sopralluogo per capire da dove fosse caduto il masso – dice Giannini – e questa mattina (ieri per chi legge ndr) sono partiti i lavori di sistemazione e messa in sicurezza. Ho chiesto alla Regione un primo stanziamento di 300 mila euro, considerati sia i lavori sul versante montano che gli interventi sulla viabilità».

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Per stabilire con certezza le cause dello smottamento, bisognarà attendere l’esito delle perizie sui terreni sovrastanti il centro abitato. L’ipotesi al momento ritenuta più probabile è quella dello sradicamento dovuto alla crescita, di alcune grosse radici che portano movimenti franosi, con spostamenti di ogni genere di materiale verso valle. —
 

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