Gioco
Nel palaesposizioni cento opere di street-art firmate Moneyless
L’artista milanese ma cresciuto a Lucca (al secolo Teo Pirisi) realizzerà anche un murale sulla facciata della sede della Fondazione Bml che ospita i suoi lavori
Da graffitaro squattrinato ad artista di fama internazionale di opere murali su edifici, palazzi e contesti pubblici. Un percorso straordinario quello compiuto in poco più di dieci anni da Teo Pirisi, in arte Moneyless, protagonista della mostra “Moneyless - L’alchimista geometrico dell’arte urbana” che aprirà i battenti il 3 maggio alle 18 nel palazzo delle Esposizioni in piazza San Martino, per concludersi il 9 giugno (ingresso libero, da martedì a domenica, orario 15,30-19,30). Un allestimento innovativo di oltre un centinaio di opere tra pitture, disegni, sculture e opere grafiche, gran parte delle quali provenienti da collezioni private e musei. Tutte ispirate da forme geometriche che si ripetono, si intrecciano e si spezzano per ricomporsi, offrendo al pubblico una visione originale di un’arte fuori dagli stereotipi, «ma capace di rigenerare e rinobilitare quartieri spogli e tristi di tante città che oggi sono più luminosi e accoglienti e richiamano gente da ogni dove» sottolinea il presidente della fondazione Lucca Sviluppo, Alberto Del Carlo, entusiasta dell’esposizione, fatta di magnifici murales che verranno disegnati sulla facciata del palazzo delle esposizioni (ex oratorio della Madinnina). . La mostra, curata da Gian Guido Maria Grassi, è l’occasione per conoscere meglio la street art, movimento artistico che negli ultimi decenni è riuscito a influenzare l’immaginario collettivo. Il percorso sarà accompagnato da sound musicali che aiuteranno a comprendere il percorso dell’artista, immergendo lo spettatore in una fruizione sinestetica.
Per Lucca si tratta del primo esperimento del genere, fortemente voluto dalla Fondazione Banca del Monte presieduta da Oriano Landucci «che - spiega - darà lustro alla città e porterà una ventata di freschezza nel mondo della cultura, perché si tratta di una vera eccellenza nel campo dell’arte contemporanea». Un percorso per raccontare l’evoluzione di Moneyless, pioniere del muralismo astrattista italiano e uno dei pochi ad averlo traghettato dai muri ai musei. «Ho scelto questo pseudonimo - spiega l’artista - perché strettamente legato al mio modo di fare che prende le distanze dal consumismo prediligendo i valori di essenza e semplicità».
Nato nel 1980 a Milano e cresciuto a Lucca, Teo Pirisi abbandona il writing quando inizia a frequentare l’Accademia di Belle arti e si concentra sulla purezza della forma e sullo studio della geometria. Le sue opere sono una rivisitazione in chiave moderna dell’arte degli anni Sessanta e Settanta, un mix eccezionale che gli ha permesso di farsi conoscere e apprezzare dalla critica internazionale. A corredo della mostra, visite guidate e iniziative collaterali, tra proiezioni di film e convegni. —
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